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Io sono leggenda

maggio 20, 2010

Un salto nel passato di 309 anni per tornare ancora tutti insieme sui galeoni del 1701! Nonostante si sia seduti al circolar desco di Francesco, issiamo le vele, un saluto alla Sovrana e si salpa! (Ma quante S ho usato!) Fra e Mauro si contendono subito chi debba essere il primo a mollare gli ormeggi. Ovviamente Mauro molla. E ho detto tutto. Abbiamo scelto di far scegliere, dall’ultimo a risalire, i tabelloni dell’isola personale, un po’ in stile con la linea degli architetti dei Pilastri: Luigi sceglie, io vado a caso, Fra pure e a Mauro je tocca.

Mauro, dopo accurata visione, evita il porto nel primo isolotto da 3 esagoni e scende a prendere 1 sacchetto e 1 cannone. Francesco evita anche lui il porto schifato da Mauro e si prende un porto oro 11 e rhum 3, riformando la coppia 3-11 che tanta fortuna gli ha fruttato in passato. Insomma tocca a me prendere il porto evitato da Mauro e… oro 11 e doppio cannone!!! Lo stolto ha evitato il porto con la doppia bombarda perché lo ha visto, chissà come, prima dell’imprevisto marino, non accorgendosi del lato che si affaccia dopo il “?”.  Luigi commenta con un chiaro ” Poi dici che uno arriva a 100...”

Francesco parte bene. Mauro segue. Io e Luigi fatichiamo un po’ a star dietro loro. Il problema si crea quando si comprende che i porti sono tutti nei primi 2 isolotti gialli. Ergo per raggiungere la seconda metà del tabellone bisogna varcare le colonne d’Ercole che tra pirati da 12, uragani e disgrazie varie creano un traffico sulla corsia centrale da raccordo in ora di punta. Morale: trovare un buon ormeggio nei porti inizia ad essere un problema.

I venti cominciano a girare in altre direzioni e in taluni casi a non tirare affatto. Francesco passa per primo alla fase II, ma non pesca bene gli edifici II. Inoltre si lancia un 7 con pescata bruciacarte e perde così 4 risorse che avrebbero dato una bella spallata alle nostre velleità di vittoria. Mauro è costretto a cedermi il monopolio dei cannoni. Luigi pian pianino inizia ad essere in vantaggio con il numero di colonie.

La partita inizia così ad essere molto equilibrata e combattuta. Mauro conquista in modo definitivo i 10 sacchetti, io mi lego a doppio nodo sui mortai, Francesco schizza in avanti con gli Austriaci felici. Luigi, per la gioia di Francesco, vince diversi combattimenti con i pirati con tiri unici o quasi. Mentre il padrone di casa riesce a fare quasi l’opposto. Luigi pesca e tira su l’Opera. Zitto zitto è a 4 (II, III, opera, 7 colonie) ma non ha favori da sacchetti, cannoni e austriaci goderecci.

Il 9 diventa, ad un certo punto, IL mio numero fortunato: ad ogni botta intasco oro, rhum ed utensile. Vengo infatti benedetto da una sequenza di 9 niente male: in un unico giro 3 lanci su 4. In contemporanea vengo ovviamente maledetto dai miei compagni di avventura. Statisticamente parlando, il 9 ha la stessa probabilità del 5 di uscire con  una coppia di dadi. Il problema è che il maledetto 5, su cui Francesco contava per il tabacco dai primissimi turni, esce una volta sola una in tutta la serata. Per completare la mia Golden Age, mi ritrovo inoltre a navigare nell’oro: ho una colonia su ogni esagono dorato. Intasco dobloni con 3, 4, 5, 9, 10, 11. Grazie a questo, investo molto (cambi carte, pesca edifici da II, tasse, etc), ma mi ritrovo, nonostante questo, a tuffarmi in tumulto pur di non lasciare il favore con l’offerta da 7 dobloni a Luigi e/o Francesco.

A mezzanotte passata, ci ritroviamo io e Fra a fare un rush finale per la conquista del secondo favore per le 7 colonie. Io ho una barca veloce da 7 (grazie alle 3 vele) che potrebbe bruciare nello scatto le sue 2 imbarcazioni. Ma mi becco una bella calma piatta!! Tutto rimandato all’ultimo giro. Luigi non ha soldi per il favore da 10 e costruire l’edificio da IV non è semplice. Deve passare. Mauro con un lancio dell’insieme (2,7,12) da zero risorse, pesca le tasse e Francesco, grazie agli Austriaci, si becca +5 ori! Mauro in ogni caso completa l’edificio III e sale pure lui a 4. Che folla ragazzi!!

Tocca a Francesco. Ora può vincere o in ogni caso ipotecare seriamente la vittoria. Deve solo sperare di non beccare i pirati (ha una sola sparuta bocca da fuoco), evitando mari troppo agitati o perfettamente calmi. Insomma non deve incappare in disgrazie per due volte di fila, dato che si è parato con l’Università, che gli concede una seconda chance nella pesca degli imprevisti. Si va alla spizzo dall’alto della prima carta. Esce fuori un celestino chiaro chiaro… beh è un cielo sereno limpido trasparente… senza ombra di nubi… senza un alito di vento. Signori e signore… CALMA PIATTA!!! Si rimescola il mazzo e si va alla pesca della seconda carta… Pirati forza 10!! Francesco sgomento e attonito passa a me i dadi ed io non devo far altro che costruire il settimo insediamento senza imprevisti e strappare il quinto favore: II, III, cannoni, donazione da 7, 7 edifici. Purtroppo la serata di Francesco non finisce qui. Si tinge con i colori della beffa, quando si accorge che non ha preso il favore con la donazione da 9. Si sarebbe intumultuato, ma avrebbe avuto almeno il quarto punto sicuro. E’ rimasto invece a soli 3 favori, cioè ultimo a zero punti! E’ passato da una vittoria sicura con 8 PV in classifica generale e tutti gli altri a 2 PV a testa, ad uno zero tondo tondo con Mauro che si becca +3 rosicchiando lo scarto per la seconda piazza e Luigi che interrompe la fase  a zero punti.

Di me neanche se ne parla più.
Parleranno invece di Francesco le generazioni future: Francesco “Calma Piatta” Laddaga, un uomo, una leggenda.

Serata: D 5, M & L 4, F 3
Classifica generale: D 108, F 57, M 56, L 45

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100

maggio 5, 2010

Questa volta l’Anno è il 1701 e il mare è Bagnato. Ci sono tutte le premesse per una splendida serata a darsi gomitate su velieri settecenteschi tra ignote isole lontane. Si dà una ripassata veloce alle regole: ovviamente Mauro legge e noi facciamo sparire le patatine. In compenso gli riempiamo una ciotola contentino di M&M’S e spariscono pure loro. Ospitare la serata ludica inizia ad essere gravoso per il bilancio familiare.

Al lancio dei dadi vinco con un 7 banalissimo e salpo per primo. E questo è solo l’inizio. Mi schianto subito su un approdo rum e tabacco: wow! Mauro punta sui cannoni e Francesco accumula sacchetti. Io e  Luigi ciancischiamo alle loro spalle: un po’ di piombo e un po’ di danaro ma anche una bella velona (pescata in apertura) che ci permette un più agile movimento. Luigi proclama un perentorio “Non faccio affari con nessuno” per poi trafficare selvaggiamente con tutti, naviga per mari perigliosi e affronta i tumulti pur di ottenere gli obiettivi prefissati. Una sola parola: irriconoscibile! In compenso Francesco conferma quello che la leggenda narra su di lui: al suo primo imprevisto marino ripesca la mitica “calma piatta”. Mauro, per non essere da meno, si lamenta (anche giustamente stavolta) sui numeri che escono, ma la sua maledetta barchetta la tira su ad ogni giro.

Il rum e il tabacco mi permettono un salto rapido nella II fase con la possibilità di acquisire espansioni più corpose al mio isolotto: memore del dinamismo che danno le vele punto ad una doppia vela e con 7 esagoni a botta è un bel girare. Mi ritrovo su un isolotto con una tripletta di bombarde che mi porta in testa nella colonna del piombo e mi permette di affrontare i pirati con discreta sicurezza. Anzi per guadagnare mi ritrovo pure ad invocare l’incontro coi corsari.

Francesco ripesca, su invocazione mauresca, la seconda Calma Piatta. Signori, questo è professionismo puro! Luigi incamera risorse ma si lancia in faccia un bel 7 e va alla pesca della carta evento. Gufiamo in coro e il fuoco seccacarte arriva puntuale con una serie di improperi di Luigi. Io sembro sempre avere le carte giuste per le mie mosse, non una di più, non una di meno. Uno stratega lungimirante o uno sculato epocale? Rivado a pescare un insediamento II e mi tengo un doppio “austriaco felice”. Mi porterà un paio di soldi in caso di tasse e mi spingo avanti sulla colonna benessere.

Mauro continua a puntare al traguardo delle 7 colonie con relativo favore regale. Io passo addirittura nella fase III e salgo a +3 favori. Luigi non riesce invece a schiodarsi dall’unico favore e biascica oramai sconsolato un “quest’anno il cucchiaio di legno non me lo leva nessuno!” Francesco si incarta con i soldi e per un misero tallero non riesce a costruire l’Opera senza andare in tumulto, rinviando tutto al prossimo giro. Senonché… Luigi lancia un altro bel sette che porta il fuoco e le tasse: io raccolgo i soldi necessari per donarli alla regina senza intumultuarmi (+1 favore) e e costruisco un insediamento da 1 “austriaco felice” che mi trascinavo dall’apertura, conquistando la colonna (+1 favore). Ergo 5 favori alla mia Reginella e tutti sotto coperta a festeggiare con rum e tabacco!

Per me decima vittoria della stagione e quota 100 punti raggiunta! Alle mie spalle, la lotta per la seconda piazza rimane congelata: Mauro e Francesco se la combatteranno fino all’ultimo dado (ops… meglio non dire così per Francesco!). Luigi realizza una sua “Tripletta” di 3 ultimi piazzamenti di fila che gli stroncano il campionato. Ora per salvare la stagione deve solo e sempre vincere. Può succedere.

Serata: D 5, M 2, F 2, L 1.
Classifica generale: D 100, F 57, M 53, L 42