E le stelle stanno a guardare

Nei miei ricordi di bambino ci sono fotogrammi in bianco e nero di uno sceneggiato con un gruppo di minatori intrappolati in fondo ad una miniera: “E le stelle stanno a guardare”, tratto da un romanzo di Cronin. Beh mi piaceva innanzitutto il titolo: il fatto che le stelle ci guardassero, osservatrici impassibili delle nostre tragedie. Non ero io che alzavo verso loro la testa, ma loro da sopra buttavano giù un occhio. In ogni caso da allora associo per contrasto il fondo della miniera con le stelle. Anche recentemente mi è tornato in mente lo sceneggiato di Anton Giulio Majano. Sicuramente con il felice caso dei minatori cileni e l’altra sera… da Francesco. Ma andiamo per ordine.

E’ il turno del gioco giocato. si ripesca il sempre amato/odiato Kingsburg. Si gioca da Francesco con l’espansione a tavoletta: tutti i moduli!

Proviamo per la prima volta le righe aggiuntive. Si pesca e alla fine si sceglie: Mauro (riga G), Francesco (non modifica nulla), Daniele (riga C+E), Luigi (riga G). Per i personaggi invece io ho lo scultore che mi trasforma in oro i serci e mi dona 1 pietra a fine anno. Luigi sceglie il minatore: a fine anno 1 oro,+1 oro extra a fine IV anno. Mauro opta per il Truffatore con i +2 che possono essere +1 o +3, Francesco diventa un baffone roscio mercenario con un bel +2 in battaglia ma niente premi.

Fede pesca la sequenza dei 5 inverni e via coi dadi!

Francesco fa la sua “classica” corsa all’ambasciata con il mercenario che gli copre le spalle durante gli attacchi invernali. Io parto bene, molto bene. Con lo scultore posso intaccare la seconda fila e andare fino in fondo. Alla fine del III anno quasi quasi ce credo. Poi una infamata di Francesco (forse l’unica degna di nota della serata) e dei dadi che non girano (si riesce ad essere ultimi con 9!), vengo raggiunto dal gruppo e poi pure superato.  Mauro usa la nuova riga solo per il primo edificio (la fontana da 3 punti) ma poi si focalizza sulla SUA riga: quella della gilda dei Maghi. I vecchi amori non si scordano mai. Luigi invece imbrocca la nuova riga G e fa sfracelli. L’ultimo anno è uno spettacolo: se fa poco prende punti, se fa tanto prende punti, se influenza 3 consiglieri ancora punti, se recluta un po’ de guardie fa punti, se tossisce fa punti, se qualcuno chiede che ora si è fatta fa punti. Insomma poniamo fine a questa sofferenza e vediamo come ce la caviamo alle sue spalle.

Per dovere di cronaca:
Per i nemici la solita manina fatata di Fede pesca: I zombi da 4, II barbari da 5; III Zombi da 6, IV Goblin da 6, V Barbari da 7. Nemici al top i primi 3 anni, un intermedio per il quarto, scarsi per l’ultimo.
Per gli eventi becchiamo invece una nevicata intensa con -1 sul valore del gettone rinforzi e non si può usar lo zero; i fondi militari con la paga dei soldati ad una sola merce; la scoperta della nuova foresta con 1 anno a lanciare un dado bianco con 1 legno se esce 4 o +;  commercio con i regni vicini con scambio merci dopo la costruzione; il re è malato non si può influenzare il re (e Mauro fece 18!).

Tirando le somme: Mauro è imprevedibilmente ultimo. Con un onorabile 47 arriviamo a parimerito io e Francesco, ma il numero superiore di edifici mi concede la seconda piazza. E Luigi tocca uno strabiliante 63. Roba da guinness. Insomma Luigi torna alla vittoria. E alla grande! Dal fondo della classifica, dall’abisso della sua miniera un inesperto minatore riesce a trovare la via per la superficie e riesce a “riveder le stelle”.

Partita: L 63, D&F 47, M 40
Classifica: F 30, D 26, L 24, M 18.

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