Archive for maggio 2011

passo e chiudo

maggio 26, 2011

Ispirandosi alla famosa lotta turca con l’olio, Francesco inizia la serata mangiando la pizza più oleosa del Quadraro con l’apocalittica conseguenza di ungersi in ordine mani, maglietta, jeans e coprisedie della mia cucina. Finito l’unguento e le imprecazioni, si aprono le ostilità con una mappa franzosa di Funkenschlag per la XVII partita di campionato 2010/11.

Per la prima volta giochiamo con un tappetino musicale, si parte con una selezione anni 80 ma poi si passa ai gajardi anni 70. Mauro si piazza a Parigi e si muove sull’arco Orleans – Nancy. Luigi si prende un pezzetto di Paris e si spinge a nord. Francesco sceglie di partire da Le Mans, ma io da bastardo gli taglio subito l’accesso al sud della francia con l’accoppiata Tours-Angers. Luigi scavalca il blocco di Parigi e si spinge al sud. Mauro si allarga ad Est. Io rimango nell’Ovest soffocando Francesco nel Nord Ovest.

Luigi (d’ora in avanti “mister passo”) inizia uno show spettacolare durante la fase di rilancio delle aste. Di seguito qualche perla del suo repertorio: “Questa è proprio la centrale che avevo puntato. Quindi… passo” “Maledetto! Questa è l’unica che mi serve… vabbè passo” “Questa deve essere assolutamente mia… passo“. La strategia parsimoniosa (chiamiamola così) ci fa ricordare Luigi cuore pavido dei bei vecchi tempi. Ma è lui il re in carica di Funkenschlag quindi per ora aspettiamo l’evolversi della situazione.

Ed infatti la situazione si sblocca e quasi precipita. Alla settima centrale collegata, Francesco dilaga con tutti i soldi accumulati nel centro della Francia e nella mia zona. Mauro si sovrappone nella zona tuccia. Io occupo le centrali da 15 nella zona di fra e continuo l’espansione al sud con Luigi. Si costruisce pian pianino e non ci sono giocatori in palese vantaggio. Comunque pure la sequenza di uscita delle centrali non aiuta neanche tanto.

Quando Luigi fa la 14sima centrale, si elimina la numero 14 dalla riga del mercato presente e si pesca la “stufe 3”. Ora c’è  un unico mercato e  le centrali da 7 a portata di mano. Via all’asta “definitiva”. Non ci vuole un grande analista per capire che per come stiamo messi si può vincere o arrivare ultimi. Oro e Gloria o polvere ed infamia: il passo è breve. Viene chiesta la sospensione della musica: per meglio concentrarsi. Vediamo con che risultati…

Luigi si tira fuori dall’asta (ma và’!?), Mauro si prende un bel 3 petroli per 6 centrali. Ma io DEVO contendere a francesco la centrale da 7 a monnezza. Ci sono solo 4 monnezze sul mercato e devo prenderle io. Altrimenti Francesco, unico prima di me al mercato mi brucerebbe le immondizie. Conquisto la centrale a monnezza e monopolizzo i rifiuti. Ora è Luigi che rimane senza alimentazione per la sua centrale e la sua potenza cala a 7. E non solo…

Nella costruzione Luigi non costruisce, Francesco cerca di tenersi indietro per poter avere l’ultima parola nell’asta successiva. Vedendomi parlottare da solo, Francesco ci ricorda la famosa scena del poker di “Fracchia contro Dracula” e con una vocina alla gianni agnelli dice che “La regola mi consente 18 minuti per pensare…” Il problema è che quando tocca a Mauro… Mauro ci ricorda che la regola della chiusura gioco dice che “la partita termina quando un giocatore ha collegato almeno 17 città. E il vincitore è chi ne alimenta di più” Noi non so per quale delirio collettivo siamo convinti della chiusura a 17 alimentate! Nella partita precedente il Lattanzi era rimasto fregato dalla convinzione di arrivare a 21 centrali, ora si vendica con gli interessi. Francesco si accorge con sgomento che lui poteva vincere tranquillamente potendone alimentare teoricamente una in più. Rimane fregato pure del secondo posto, perché era rimasto volontariamente dietro con sole 12 centrali per essere favorito nell’asta e nel mercato successive. Grazie poi alla bastardata della monnezza, “gigi mr. passo” può alimentare solo metà delle centrali e sprofonda in ultima posizione. Insomma colpo di scena! Mauro fa un “ops… chiudo!”

M 15 (17), D 13 (13), F 12 (12), L 7 (14)

Mauro gasatissimo azzera il gap di svantaggio e aggancia Francesco attonito in vetta. Teoricamente visto il numero maggiore di vittorie (6 contro 5) è primo. Io gongolando riscavalco Luigi imprecante.

Vabbè si è fatto tardi… Luigi e Mauro: passo e chiudo!

Classifica generale: M & F 66, D 54, L 52.

Il profeta

maggio 11, 2011

Secondo Raffaele Bendandi, la crosta terrestre subisce gli effetti gravitazionali della Luna e degli altri pianeti del sistema solare. Così come le grandi masse d’acqua, influenzate dal nostro satellite e dal sole, generano il fenomeno delle maree, così la terra sotto l’influenza degli astri limitrofi genererebbe il fenomeno dei terremoti. Qualche buontempone ispirandosi a questa pseudoteoria  “sismogenica” e cogliendo al balzo un bell’allineamento planetario ha ipotizzato un catastrofico evento a Roma l’11 maggio 2011. Sprezzanti del pericolo, nella nottata tra il 10 e l’11 ci riuniamo da Luigi per la XVI (e ultima?) partita della stagione.

Dopo 2 anni di assenza torna la rete energetica di Funkenschlag. Il gioco è meglio conosciuto come Power Grid o Alta Tensione, ma volete mettere quanto fa fico pronunciare “funkenschlag”? La mappa scelta è il suolo italico e con le nostre scelte escludiamo lombardia, calabria e sicilia. C’è un nord ben collegato e dorsali verso sud un po’ esose. Luigi si pianta nel nord est, Mauro scende da piacenza verso il centritalia. Francesco in emilia si spinge verso la costiera romagnola. Io opto per la toscana partendo da pisa-livorno.

Si parte tutti abbastanza bene. Forse sono io quello messo un po’ peggio, ma essere ultimi con il numero delle centrali fa essere ultimi nella scelta e primi nella scelta dei materiali e questo rende. Per tirarmi un po’ su col denaro e occupare spazi a costi accettabili tiro su 4 centrali in una botta sola. Luigi si tiene nelle retrovie e fa cassa risparmiando soldi e accumulando risorse. Intasca infatti una bella centrale da 6 con 3 monnezze senza sovrapprezzo. Mauro si dà al nucleare. Io, carbonaro dentro, provo a buttarmi sul verde con risultati non esaltanti. Francesco, un po’ sofferente per la prestazione suicida del Milan in semifinale coppaitalica, varia nelle tipologie energetiche e si espande al sud.

Stiamo facendo molto tardi: la ripassata delle regole, la partita in sottofondo ed un ottimo elisir Gambrinus ci ha fatto allungare con i tempi. Scavalliamo la mezzanotte… Il bello è che, per ora, nessuno scossone; il brutto è che, con il finale alle porte, mi accorgo con sgomento di non arrivare a 17 centrali. Grave errore! Il raggiungimento del quorum dei punti energetici deve essere pianificato con un paio di turni di anticipo. Addirittura Mauro, incosciente, non si accorge di avere solo 15 nodi attivi: è convinto che bisogna arrivare a 21! Vabbè Luigi e Fra chiudono e vanno al conteggio dei soldi per stabilire chi è il vincitore. Luigi domina alla grande con 17 energeuro. 17 centrali e 17 soldi di vantaggio: poi dici che il 17 porta jella?!

L 17 (51), F 17 (34), D 16, M 15

Luigi intasca gli 8 punti e mi scavalca in classifica, lasciandomi in coda. Francesco riallunga su Mauro.

Nella mail di convocazione, Luigi aveva riportato una curiosità statistica “da 7 partite Luigi non vince e Mauro non arriva ultimo… chissà…” Il Tucci è il vero profeta. Altro che Bendandi.

Classifica generale: F 64, M 58, L 52, D 50.

il castello del diavolo

maggio 4, 2011

Uno dei blog da seguire assolutamente, se si è appassionati di giochi da tavolo, è “Giochi sul nostro tavolo” di Pinco11. La settimana scorsa un post mi ha ricordato di un gioco indetto tra i lettori: un micro racconto di una ventina di righe max con traccia il tema del gioco “Il castello del diavolo“, party game della dVinci. In palio il gioco stesso. La sfida mi intrigava: ho letto le due righe due dell’ambientazione, ho dato un’occhiata alle carte dei personaggi, ho buttato giù la prima bozza, ho limato piano piano e …  ho spedito il mio raccontino che condivido con voi. Beh il concorso è stato un successone e ho sfiorato la vittoria! Onore ad Alessio di Bari il vincitore. Mi consolo con il premio della critica (vero Stefy?)

—–

Stavamo stretti. Troppo stretti. In più gli scossoni non aiutavano. Devo confessare che durante qualche curva allegrotta mi lasciavo andare un po’ di più verso sinistra, appoggiandomi abbondantemente sul seno generoso della zingara che avevo al mio fianco. Si diceva che fosse diventata ricca leggendo il futuro in una palla di cristallo, ma sono certo che gli avventori fissassero ben altre sfere al suo cospetto. Nonostante stesse per piovere e in quella carrozza facesse un freddo glaciale, la prosperosa gitana era seminuda; ma mai quanto l’esile danzatrice alla mia destra vestita con dei microbici fazzoletti.

Per compensare il lato femminile ed estivo, in cui sapientemente mi ero andato ad incastonare in quel bolide a quattro ruote, di fronte a me si parava una stramba collezione invernale di cappelli maschili: un colbacco peloso con tanto di decaduto nobile russo con monocolo; una ridicola bombetta sopra una inquietante divisa di pelle nera puzzolente; un estroso capello a cilindro con gentiluomo in cappottone di velluto.

C’era comunque poco da prendere in giro, dato che anch’io facevo parte della singolare comitiva che con quel tempo e con quella bara con cavalli aveva  deciso di raggiungere velocemente Castel del Diavolo, come se fosse una corsa a premi. Io, come mio solito, mi ero fatto trascinare in qualcosa non molto chiaro, ma ora ero solo molto concentrato sulle mie discinte vicine. E proprio mentre ero ipnotizzato dalla collana della zingara che affondava nella sua deliziosa scollatura, uno scossone più violento del nostro cocchiere ubriaco fece emergere da quel profondo abisso il ciondolo. Era una chiave.

In quell’istante Bombetta saettò in piedi e fece materializzare nelle sue mani, tirato fuori da non so dove, un lucente canne mozze. Me lo puntò in faccia dicendo: “se belle poppe ha la chiave… con te fanno tre.“ Poteva significare tutto e niente, ma quando l’ultima visione del mondo sono due cerchi di metallo brunito si restringe il campo visivo e la capacità di comprensione del significato delle parole.

L’ultimo sorriso me lo concessi pensando che avrei abbracciato il diavolo prima di tutti loro.