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Mentre i gabbiani closcano

giugno 23, 2011

Alhambra è un complesso palaziale andaluso a Granada (così recita wikipedia), ma è anche lo Spiels des Jahres 2003. Gioco semplice, ma insidioso, in cui con 4 tipi di soldi si costruiscono 6 tipi di palazzi facendo attenzione ad averne la maggioranza per tipo e costruendo il più lungo muro perimetrale.

Siamo a casa di Mauro: l’evento unico della Stagione. Dato che Mauro, da un anno, ha lordato con maestria le nostre dimore, Francesco ha invitato a preparare “una scatoletta di formiche da lasciare sul terrazzo, una coppia di scarafaggi e i gavettoni urinali” per una semplice ed efficace vendetta. La casa è già bella zozza di suo e la disposizione all’aperto sul terrazzo spegne ogni ritorsione, anche se io ho con me un bel bustone di capoccette di fagiolini appena capati.

Mentre si sta per iniziare, dal palazzo di fronte una coppia di gabbiani sembra ridere di noi e delle nostre grandi mosse e strategie. Sorge la domanda: “Come si chiama il verso del gabbiano?” Daniele:”I gabbiani closcano!” Gli Altri: “Ma quante ne sai! Complimenti! Questa era difficile, eh?” Daniele: “E’ un verso onomatopeico… non lo sentite? clo-clo-clo“. Sarò costretto a confessare quasi subito di aver creato dal nulla il closcare dei gabbiani, ma comunque ci stava proprio bene, mi ero quasi convinto pure io.

Iniziamo a giocare: sequenza FDLM, alla prima pescata Francesco prende la carta fine I fase. Ops, piccolo errore. Prima dobbiamo distribuire le carte e poi creare i mazzi con le carte fine fase. Ok riniziamo la partita.

Francesco parte alla grandissima. Inanella una sequenza di “mosse perfette” niente male. Si costruiscono palazzi e ci son sempre soldi in mano. Unica pecca è che ha solo edifici bianchi e celesti. Mauro, anche lui imbrocca benino, ma alla fine ha solo il predominio sui rossi. Io e Luigi fatichiamo, ma raccogliamo bene: Luigi punta su bianchi e viola. Io mi diversifico su 3 tipi e forzo la chiusura prima che i fragili predomini si capovolgano velocemente.
L 16 (8 edifici+8 mura), D 12 (8+4), F 11 (3+8), M 4 (2+2).

La prima classifica è bugiarda, dato che io e Luigi siam senza denaro e si fatica un po’ a riacquistare potere d’acquisto. Io mi riesco poi a sviluppare con coerenza, ma pare che riesca a prendere solo verdi. Francesco, con un rigurgito laziale, ha un quartiere che è una chiazza biancoceleste. Mauro inizia a sembrare una maledetta reclame benetton con un caleidoscopio di colori. Luigi inizia ad incartarsi. Al secondo conteggio:
M 36 (27+9), F 32 (19+13), D 29 (21+8), L 20 (12+8)
Tirando le somme: F 43, D 41, M 40, L 36

Nella terza fase, io mi preoccupo di contenere Luigi. Innanzitutto evito che si prenda il quarto viola. Finché si contende il domino violetto con mauro non si pappa i 21 punti finali.  Controllo inoltre che non mi superi coi verdi. Nel frattempo Francesco cresce bene, ma purtroppo Mauro meglio. E tutto pare incastrarsi per lui a perfezione. Nel rush finale, Luigi si becca una maledizione arancione: ha solo carte arancioni e TUTTI (ehi, dico tutti) giocano sull’arancio. Ergo si trova all’asta finale con carte inutili. Io e Mauro andiamo a prendere i residui: io vado a togliere punti a Francesco e Mauro accaparra predomini e unisce muri. Insomma Mauro scavalca Francesco, attonito allibito e, direi pure, un po’ incas.
M 85 (72+13), F 76(56+20), D 51 (39+12), L 49 (36+13)
FINALE: M 125, F 119, D 92, L 85

Con gli 8 punti del primo posto, Mauro si tira fuori dalla bagarre per il cucchiaio di legno. Ben 21 punti lo separano da Luigi: record stagionale del gap primo-ultimo. Mentre Mauro gongola come un demente, io ne approfitto e, nel salutarlo, gli infilo nella busta con il gioco i resti dei fagiolini! Almeno questo.

PS: pare che i gabbiani gridino e strillino.

Classifica generale: M 81, F 72, D 67, L 60.

Ognuno controlli il suo tempio

giugno 9, 2011

Si arriva alla scelta del gioco da fare a casa di Francesco che mancano solo poche ore prima dell’inizio delle ostilità. Si sceglie Attika (2003), gioco che Mauro vinse nel primo torneo di Catan inter nos e che oramai cercava di proporre alla nostra attenzione da un’annata buona. Con Attika ogni giocatore controlla una città stato ellenica che si allarga sulla mappa di gioco, ricopre di insediamenti il territorio, molesta l’espansione altrui e cerca di connettere i templi dell’Antica grecia. Francesco comunista sceglie la rossa Tebe, Luigi itterico la gialla Sparta, io ecologista la verde Corinto e Mauro da “effeminato filosofo” la celestina Atene. Si vince costruendo 30 edifici o connettendo due templi: ma quest’ultima condizione in 4 giocatori è un evento impossibile!

Prima partita
Al primo sorteggio la sequenza di gioco è LMFD. Parto per ultimo ma con più risorse. Il gioco procede tranquillo. Anche se Francesco si lamenta per la mancanza di un’acqua maledetta per il porto, dopo tutto il gruppo costruisce quasi compatto. Finché, con un nuovo tassello dentato, espando il tabellone di gioco e creo un possibile camminamento fino al tempio nella zona di influenza di francesco. Vengo ignorato. Al primo tentativo di chiusura dico pure ad alta voce “per poco non ce la facevo”. Luigi commenta ” e che volevi vincere?!”. Beh ci provavo. Comunque c’è un altro giro di giocate e nessuno mi considera! Allora ci riprovo e questa volta alla pesca tiro su la “Strasse” della chiusura. La poggio e dico “Ehm… così avrei vinto!” Silenzio. Gli attoniti astanti fissano il tabellone. Si sente mormorare qualcosa, Franceso annuncia “Luigi è ultimo”: era partito subito il conteggio delle costruzioni. Imprecazioni tra i giocatori: Mauro si difende con un “non avrei potuto stopparlo ugualmente” e con un “in realtà il segnalino tempio mi copre la visuale”; Francesco ammette la svista ma Luigi lo insulta e invoca il motto “ognuno controlli il suo tempio!“.

D 17 (unione templi), M 17 (costruzioni), F 15, L 14

Seconda partita
Vinco il sorteggio e parto alla grandissima. Mauro non molla e stiamo lì. Francesco inanella pescate sfigate da campione e Luigi sembra un architetto ubriaco: ergo rimangono molto dietro nel piazzamento sul tabellone. E proprio mentre io e Mauro stiamo per affrontare il rush finale con soli 7 templi da collocare, Luigi Leonida (zitto zitto tomo tomo cacchio cacchio) si è preparato un colpo di coda niente male. Azzera una pila, piazza il nuovo pezzo tabellone in modo che si crei un archetto da due posti col tempio di Mauro e dato il numero di carte accumulate ed un’anfora in cantina per un’azione supplementare, tira su le 2 costruzioni che chiudono il cammino. Vittoria! Ancora una volta dormita generale degli avversari. A onor del vero, questa era un po’ più subdola da sgamare, ma da dei veterani delle infamità come noi certe sviste non si possono ammettere. Sarà la stanchezza del fine stagione? Comunque “ognuno controlli il proprio tempio!“, vero Mauro?

L 15 (unione templi), M&D 23, F 15

A fine serata si tirano le somme. Attika premia Corinto (me) con un bottino da 11, a seguire Sparta (Luigi) con 8 e Atene (Mauro) con 7, staccata Tebe (Fra) con un misero 2. Se Tebe piange, Tebe non ride.

Serata: D 11 (8+3), L 8 (0+8), M 7 (4+3),  F 2 (2+0)

In classifica torneo, Mauro stacca di 5 punti Francesco e io guadagno 3 punti su Luigi, distanziandolo anch’io di 5. Si sbriciola il doppio gruppo: testa (M&L) e coda (D&L). Se infatti si osservano le differenze tra le varie posizioni: si passa da un modulo classista 0-12-2 ad un equilibrato 5-3-5.

Classifica generale: M 73, F 68, D 65, L 60.