Archive for the ‘Tempo Libero’ Category

Gamers, games, news & memorabilia

agosto 5, 2011

Proviamo anche quest’anno a fare una breve analisi della stagione su giochi, giocatori, novità e memorabilia.

Giocatori

Luigi 64
Ha solo 4 punti in più rispetto alla stagione precedente. E’ stato l’unico a sfruttare il fattore casa in modo adeguato (3/6). Nonostante 5 vittorie, gli 11 ultimi posti sono troppi. Ehi 11 su 23 partite siamo quasi al 50%. A fine gennaio era secondo (!) in classifica, poi si è spento. Ha lottato fino alla fine, ma proprio nel finale è stato ancora più debole: 5 zeri su 7 partite. Voto: 5-. Inceppato

Daniele 81
Non ci si aspettava la stagione precedente (132 pt, 5,5 di media, 13 vittorie su 24), ma neanche di rischiare di tornare a casa con il cucchiaio nell’ultima serata. Durante l’anno per tre volte ultimo, 47 punti in meno, dopo 2 anni al alti livelli una stagione mediocre. Anche se alla fine ha quasi rischiato di arrivare secondo, ci si aspetta molto meglio da lui. Voto: 6-. Appena sufficiente

Francesco 82
I titoli di Keyarts (evo e SW: 3 vittorie su 3) sono il suo cavallo di battaglia. Non regge lo stress da capoclassifica. Soffre dalla XVII partita, la II a Funkenschlag: raccoglie solo 18 punti nelle 7 ultime partite, a fronte di un Lattanzi che porta a casa 37 punti. Alla fine ha una media uniforme nei posizionamenti (6-6-5-6). Voto: 6,5. Medio

Mauro 95
Il ruolo di Mr III posto ad inizio stagione lo relegano in fondo alla classifica. Alla nona partita dista dalla vetta 20 punti. Poi c’è la svolta nella sezione cattedralizia (keythedral & pilastri) con 20 su 24. L’aggancio a Francesco avviene dopo Funkenschlag e poi cavalcata trionfale. Dopo il disastroso inizio stagione, il suo motto “Non è ancora detto!” riveste diversi significati. Voto: 7. Diesel

Giochi

Siamo alla Terza stagione, seguita dal Blog. Periodo e struttura rimangono i soliti: Settembre – Luglio ogni 2 settimane con 19 appuntamenti totali (6 partite in casa a testa per tutti, tranne la botta secca da Mauro). E’ il secondo anno con classifica generale e punteggi 8-4-2-0.

Sul fronte titoli, ci siamo sfidati con 14 giochi con 6 novità o quasi (vasco da gama, stone age, keythedral, keltis, attika, alhambra) alternate con 8 classici (Small world, Kingsburg, Colossal arena, i pilastri della terra, Evo, Funkenschlag, Caylus e Carcassonne)

Come sempre stiliamo una classifica di gradimento: ognuno numera da 1 a 14 i giochi della stagione. Chi raccoglie meno è il vincitore. E roba da non crederci per il terzo anno consecutivo…

1. Kingsburg. Vabbè ce piace e basta. Anche espanso. Ora dovremo provare qualche altro titolo della coppia Chiarvesio-Iennaco.

2. Caylus e Keythedral. A dimostrazione che siamo Worker Placement fan: un super classico e un autoprodotto, IL gestionale per eccellenza ed una simpatica novità. Certo una vittoria a Caylus è come la vittoria nel derby di campionato: la stagione può andare in vacca, ma vuoi mettere la vittoria a Caylus? Keythedral è il Catan gestionale e ci è “piaciato”. Ci sarà anche un motivo per cui gli abbiamo dedicato l’unico post strategico della Season.

4. Vasco da Gama. Bella novità con cui abbiamo esordito. E’ un titolo della Ludoteca Ideale 2010 e lo merita. Tabellone molto bello, meccaniche nuove e minispippoli lo rendono piacevolmente rigiocabile.

5. I Pilastri espansi della Terra Ancora piazzamento omini e la pesca degli spippoli per eccellenza. Non può mancare dalla nostra tavola.

6. Small World. La combinazione razze e abilità è sempre affascinante e ogni tanto si scoprono combinazioni mortali in senso positivo e negativo.

7. Stone Age e Alhambra. Novità e semi novità. SA è un altro “ludo ideale 2010” con tabellone mozzafiato, dadi raccogli risorse con bicchierotto in simil pelle da collezione. L’Alhambra invece è uno Spiel de Jahres 2003, mai giocato negli ultimi 3 anni, ma non per demerito. Riscoperto e da rigiocare.

9. Evo e Funkenschlag. L’allegro genetista e le aste energetiche è la strana coppia del IX posto. Ricordando Evo ringrazio Mauro con i suoi pazienti e impagabili lavori di nazionalizzazione dei titoli teutonici. Power Grid, # 5 della classifica BGG, rigiocato dopo una stagione di pausa, ci ha donato la perla del “passo” e “la regola mi consente…”.

11. Carcassonne non si discute, si ama… o si odia. Oramai il classico per la chiusura. Non riesco ad immaginare finali alternativi.

12. Colossal Arena. Gioco di carte e scommesse. E’ una delle serate doppie

13. Keltis. Nonostante sia uno Spiel de Jahres (2008), non ci sconvolge. Piacevole, veloce, forse troppo fortunello e leggero. Gli 8 punti vinti con Caylus dovrebbero valere doppio. Il Knizia di Tigri & Eufrate è altra roba.

14. Attika. Meno fortunoso di Keltis, ma anche qui se non peschi bene carte e sequenze cittadine, poco vai avanti. Insomma se c’è troppa fortuna, non ci divertiamo.

Notare come i giochi “veloci” quelli delle serate doppie, occupano gli ultimi posti in classifica. Ci piace la meditazione!

Memorabilia & Novità

La serata per definizione: Keythedral da Francesco con il gavettone di coca cola nella scatola del gioco e la legge di fra giocata in chiusura che fa perdere 2 punti a me e fra e regala un +4 a luigi!

Il post per definizione: Standing Ovation per “Tutto finisce”.

Pesce d’aprile: ci vogliamo dimenticare il ritiro di Mauro?

Le Sentenze: un anno in una quindicina di frasi è sintetico e simpatico. Da mantenere.

Il post strategico.  Il post su Keythedral è stato un evento unico che non ha avuto purtroppo seguito. Speriamo che nella prossima stagione ci siano più interventi di questo tipo e che non sia il solo a scriverli… Capito ciurma?

Il racconto. Tanto per variare…

Il primo video. Lavoratori della maltaaaa

Un paio di creazioni capolavoro: l’immagine spot per l’evento Caylus e l’immagine luigi-cucchiaio

Sentenze ludiche

agosto 2, 2011

Dopo il motto crociato della scorsa stagione “Basta che non vinca il Pagano”, ecco qui sintetizzato un anno di giochi in una sequenza di perle di saggezza.

Un capitano è sempre utile (saggezza popolare, Vasco da Gama)
All’inizio devi quasi prenderle (luigi, Small World)
Non regalare accessi al tuo campo (daniele, Keythedral)
Aspè… posso giocare questa legge! (francesco, Keythedral)
Chi non ha chiuso la Coca Cola? (francesco, dopo l’esondazione nel suo salotto)
Non è ancora detto (mauro, Keltis)
Da 7 partite luigi non vince e mauro non arriva ultimo… chissà… (luigi, il profeta)
La regola mi consente 18 minuti per pensare (francesco, funkenschlag)
Passo (luigi, funkenschlag)
Scusate, ma il regolamento recita che… (mauro, funkenschlag)
Ognuno controlli il suo tempio! (luigi, Attika)
i gabbiani closcano (daniele, Alhambra)
Puntare ai favori (Le regole d’oro di Caylus)
Almen un in man (il classico motto rivisitato in aulica favella, Carcassonne)
Non è ancora detto (mauro durante la premiazione)
Gaglioffo, non ti azzardare a destarmi col nodoso cucchiaio! (rosita)

Tutto finisce

luglio 28, 2011

Non capita solo allo giovine stregone, con cicatrici saettanti impresse in fronte, di chiudere saghe. Anche per noi… tutto finisce.

Nella dimora pompeiana del nostro segaligno ospite di turno, all’imbrunire di un’uggiosa giornata, una combriccola di incanutiti bimbi confluisce per sedare l’ultimo dissidio. In palio un ligneo cucchiaro, da tutti schifato. Ma solo due possono agognare a sollevare entro compieta il pugno scettrato del concavo utensile. Gl’altri due sognano di nomarsi Signore dei Pancali Ludi.

La singolar tenzone si svolge, come tradizione, con una doppia scaramuccia nella ricostruzione dell’occitana Carcassonne con acciottolati serpentoni viari attorno a distese erbacee e mura sconnesse. Prima di iniziare Mauro dispensa avvertenze: parca nutrizione, di modo che il sangue irrori le cervella e non venga convogliato tutto nelle budella, e astinenza dagli spiriti che confondono  e disperdono i già radi neuroni. Rosita, scevra dei suoi monili, si congeda dal consorte con uno scongiuro contro la malasorte: “Gaglioffo, non ti azzardare giammai a destarmi col nodoso cucchiaio!

Prima partita: base + tessere king, fiume, 1 sola tessera, punteggio III ed. La lotteria dello spippolo ominide fissa la teoria DFLM. I quadrangoli fluviali sono i primi ad essere ribaltati. Francesco pesca quello con il monastero e viene accolto con un unisono “ecco ha vinto!”. Mai anatema fu più erculeo: sarà l’unico suo scialbo convento di tutto il vespro. Io ingrano lentamente e Luigi inoltre, con arguzia malvagia, mi sabota una rocca. Mauro tira su monasteri con protervia, neanche fosse san Benedetto. Francesco per contrappasso inizia a tirar giù santi per gli insulsi quadrilateri che il beffardo destino gli propina. Poi mi disincaglio dall’alveo della rovina ed il mio adombramento viene fugato da un paio di fortilizi che mi adducono punti e speranza. Il sor Lattanzi azzarda una geremiade sulla iattura delle ultime pescate. E qui rischia una sacrosanta lapidazione degli astanti.

Al compito dei punti, ci domina infatti con un soverchiante vantaggio. Noi altri tre invece ci contendiamo l’ultimo viottolo. E… sono secondo, dietro Mauro! Un puntarello sopra Francesco e… Luigi è ultimo!

M 87 (3+37+29+18)
D 66 (16+35+9+6)
F 65 (12+23+9+21)
L 63 (11+22+15+15)

Alla fine della prima partita tutto si cristallizza. Nulla cambierà. Mauro si fregia della seconda stella a destra e Luigi è cucchiaio per il secondo anno consecutivo. Amen.

M 95, M 82, D 81, L 60

Seconda partita: base + tessere king, no fiume, 3 tessere, punteggio III ed. Ora c’è spazio per facezie, frizzi e lazzi: la seconda partita, come si dice, è pura accademia. E’ Luigi il mesto cluniacense di turno. Io costruisco manieri a profusione con mattoni e clipei. Non pago, da briccone rubo uno stradone a Francesco così tanto per chiudere con una bastardata. L’ancor per un fiat dottorando non è crucciato più di tanto, dato che dopo la fase monocorde di brandelli di strada, ha iniziato una stagione con elementi dalla lisergica topologia.  Anche il Bistellato, imbambolato dalla gloria, perde una pletora di punti infrangendo l’aureo precetto “Almen un in man”. Rapidamente chiudiamo e contiamo tanto per la statistica.

D 86 (18+44+9+15)
L 78 (12+28+29+9)
M 68 (8+38+14+9)
F 48 (5+16+0+27)

Passiamo al clou della serata: la premiazione. Tra parossismi e lacrime, il detentore del cucchiaio dovrebbe consegnare il trofeo al “vincente” successivo. Ma in questo caso è un’autoconsegna quella che è immortalata da Victor di passaggio dopo aver rischiato di passare la nottata perso tra le nubi borboniche di Napoli e Palermo.

La conventicola è sciolta: Francesco è il biargentato, Daniele è lo scampato, Mauro è l’onorato, Luigi è il dileggiato.

STAGIONE 2010-2011. CLASSICA GENERALE FINALE

Mauro 95, Francesco 82, Daniele 81, Luigi 64.

Fattore h6

luglio 7, 2011

Nella sala grande dell’Hotel Petra, al piano interrato, gli orologi sono in moto. Ed io sono in attesa del mio avversario. Arriva al limite del ritardo consentito. Risponde al mio e4 con d5: e vai con la Scandinava! D’altronde è gennaio e fuori fa freddino… che cosa mi aspettavo? Il tizio gioca aggressivo. Preferisce lasciarmi materiale per avere vantaggio di sviluppo o di attacco. Non abbocco, difendo bene e poi passo al contrattacco. Ma perdo un sacco di tempo. In un finale vinto, non vedo la mossa. Ho la partita vinta,ma non la vedo… anzi… tutto quello che ho costruito crolla e … perdo. Tutta la notte mi sogno h6. Una banale spinta di pedone… h6 h6 h6…

Questo accadeva la vigilia della Befana del 2005. Avrebbe dovuto insegnarmi a non perdere lucidità sotto sforzo. Avrebbe dovuto. Ma il fattore h6 è maledetto. Ed è tornato. E’ qui. Purtroppo.

La mitica seratona Caylus ci attende prima del gran finale: una tappa quasi obbligata nel nostro torneo. Il gestionale per eccellenza, il gioco che è stabile nella Top Ten dei Giochi da Tavolo, il nostro stramaledettamente lungo, ma sempre intrippante Caylus. L’appuntamento è tassativamente anticipato alle 19. Ci sono sempre servite più di 4h. Ripassatina alle regole e via. Per non perdere tempo prezioso scatta pure la pizza a domicilio. In preparazione all’evento, boom di accessi alle pagine di Caylus sul blog e le regole auree sono stampate e importate su ogni tipo di supporto. Luigi ha preparato uno dei suoi pizzini. In realtà sono io quello un po’ impreparato. Ho trovato online un post che meriterebbe un po’ di attenzione… ma non ho avuto tempo per studiarlo bene. Maledizione!

Al sorteggio, gli edifici rosa sono messi in una sequenza che non dovrebbe creare problemi: cava, segheria, mercato piccolo, carpentiere, foresta e fattoria. Nella prima fase, a parte un pezzo a testa al castello, si iniziano a costruire gli edifici in legno. Luigi si trasforma in venditore ambulante ($->risorse), io tiro su il Mercato grande (cubo->6$), Fra una farm (2cibi/1 tessuto). Chiudiamo io e Mauro con un altro pezzo al castello e con il favore bonus raccolto aggiungiamo un paio di edifici lignei: Mauro la doppia cava (2 rocce) ed io la farm (2 tessuti/1 cibo). Al primo conteggio con le segrete completate, siamo messi così: D 16, M 12, L 9, F 7

La seconda fase dura solo 3 turni: si fa correre il prevosto. Francesco tira su un paio di edifici in pietra: la bottega (2 pietre+1tessuto) e il gioielliere (oro -> punti); Luigi mette in piedi la farm 2cibi+1tessuto; io e Mauro ci scorniamo al castello con una botta da 3 pezzi a testa. Sempre con i bonus, Mauro diventa banchiere ($->oro) ed io sarto (tessuti-> punti).
In questa fase: D 19, M 19, F 16, L 9.
Nel totale: D: 35, M 31, F 23, L 18

La terza fase vede subito Francesco costruire l’alchimista (cubi-> oro) e Luigi la chiesa ($-> punti). Mauro si incarta un paio di volte non riuscendo a costruire l’edificio residenziale verdolino, io mi incarto e concedo a Francesco e Mauro un passaggio tranquillo in banca dopo che mi sono sperticato a raccogliere l’oro in miniera. Luigi si incarta per definizione. Tranne lui infatti, facciamo evolvere un edificio a testa in residence in preparazione degli edifici di prestigio. Al rush finale, purtroppo Francesco è in vantaggio con la botta da 25. E’ inarrestabile. Devo e posso contenere Mauro.

Purtroppo sono stanco e faccio la cosiddetta vaccata dell’ultima mossa. Questa è la mossa critica che conosce ogni scacchista, quella che ti manda in vacca una partita egregiamente condotta, quella che ti brucia 5 ore di lotta a tavolino, quella che annebbiato dalla stanchezza ti polverizza una fatica improba. Dovevo solo comprare una risorsa… un legnetto che nessuno si filava… avrei potuto fare un pezzo in più al castello (+3 punti) ottenere il bonus favori (+1 punto riga favori)… ergo 4 punti buttati! Perché non l’ho fatto? Perché? Ecco il Fattore h6.

Si va alla conta: Francesco con la monumentale cattedrale si pappa 25 punti! Io vado in un albergo da 16, ma Mauro fa il monumento da 14 e raccoglie 4 favori in una botta sola. Si prende così l’oro che gli frutta quei 3 punti che mi fregano. Luigi è indietro: il suo pizzino non ha funzionato. Bruciando la seconda piazza, perdo la possibilità di incrementare il vantaggio di 2 punti su Luigi e rendo meno incandescente la lotta per il titolo. Con Mauro e Francesco racchiusi in 3 punti, si sarebbero pepate di più le partite finali. Peccato!
In questa fase: F 48, M 34, D&L 28.
Totale finale: F 71, M 65, D 63, L 46

L’unica certezza è che Francesco si tira fuori dalla lotta per il cucchiaio (+20 sull’ultimo) e si porta a 5 punti dalla vetta. Per la spoon-bagarre, io e luigi rimandiamo tutto alla doppia partita finale a Carcassonne. Per evitare il secondo cucchiaio, Luigi è costretto ad un paio di partite perfette con allegate mie performance insulse. E vista la serata h6, non sono molto fiducioso sulle mie capacità.

Per chiudere in bellezza, durante la notte invece di sognarmi il dolce sorriso di Scarlett Johansson, ho fisso nel cervello un maledetto cubetto di legno.

Classifica generale: M 85, F 80, D 69, L 60.

In esclusiva

luglio 6, 2011


In attesa della partita a Caylus, Luigi consegna ai posteri questo capolavoro! Vince così a mani basse l’appalto per la pubblicità e la promozione degli eventi per la prossima entusiasmante stagione.

Mentre i gabbiani closcano

giugno 23, 2011

Alhambra è un complesso palaziale andaluso a Granada (così recita wikipedia), ma è anche lo Spiels des Jahres 2003. Gioco semplice, ma insidioso, in cui con 4 tipi di soldi si costruiscono 6 tipi di palazzi facendo attenzione ad averne la maggioranza per tipo e costruendo il più lungo muro perimetrale.

Siamo a casa di Mauro: l’evento unico della Stagione. Dato che Mauro, da un anno, ha lordato con maestria le nostre dimore, Francesco ha invitato a preparare “una scatoletta di formiche da lasciare sul terrazzo, una coppia di scarafaggi e i gavettoni urinali” per una semplice ed efficace vendetta. La casa è già bella zozza di suo e la disposizione all’aperto sul terrazzo spegne ogni ritorsione, anche se io ho con me un bel bustone di capoccette di fagiolini appena capati.

Mentre si sta per iniziare, dal palazzo di fronte una coppia di gabbiani sembra ridere di noi e delle nostre grandi mosse e strategie. Sorge la domanda: “Come si chiama il verso del gabbiano?” Daniele:”I gabbiani closcano!” Gli Altri: “Ma quante ne sai! Complimenti! Questa era difficile, eh?” Daniele: “E’ un verso onomatopeico… non lo sentite? clo-clo-clo“. Sarò costretto a confessare quasi subito di aver creato dal nulla il closcare dei gabbiani, ma comunque ci stava proprio bene, mi ero quasi convinto pure io.

Iniziamo a giocare: sequenza FDLM, alla prima pescata Francesco prende la carta fine I fase. Ops, piccolo errore. Prima dobbiamo distribuire le carte e poi creare i mazzi con le carte fine fase. Ok riniziamo la partita.

Francesco parte alla grandissima. Inanella una sequenza di “mosse perfette” niente male. Si costruiscono palazzi e ci son sempre soldi in mano. Unica pecca è che ha solo edifici bianchi e celesti. Mauro, anche lui imbrocca benino, ma alla fine ha solo il predominio sui rossi. Io e Luigi fatichiamo, ma raccogliamo bene: Luigi punta su bianchi e viola. Io mi diversifico su 3 tipi e forzo la chiusura prima che i fragili predomini si capovolgano velocemente.
L 16 (8 edifici+8 mura), D 12 (8+4), F 11 (3+8), M 4 (2+2).

La prima classifica è bugiarda, dato che io e Luigi siam senza denaro e si fatica un po’ a riacquistare potere d’acquisto. Io mi riesco poi a sviluppare con coerenza, ma pare che riesca a prendere solo verdi. Francesco, con un rigurgito laziale, ha un quartiere che è una chiazza biancoceleste. Mauro inizia a sembrare una maledetta reclame benetton con un caleidoscopio di colori. Luigi inizia ad incartarsi. Al secondo conteggio:
M 36 (27+9), F 32 (19+13), D 29 (21+8), L 20 (12+8)
Tirando le somme: F 43, D 41, M 40, L 36

Nella terza fase, io mi preoccupo di contenere Luigi. Innanzitutto evito che si prenda il quarto viola. Finché si contende il domino violetto con mauro non si pappa i 21 punti finali.  Controllo inoltre che non mi superi coi verdi. Nel frattempo Francesco cresce bene, ma purtroppo Mauro meglio. E tutto pare incastrarsi per lui a perfezione. Nel rush finale, Luigi si becca una maledizione arancione: ha solo carte arancioni e TUTTI (ehi, dico tutti) giocano sull’arancio. Ergo si trova all’asta finale con carte inutili. Io e Mauro andiamo a prendere i residui: io vado a togliere punti a Francesco e Mauro accaparra predomini e unisce muri. Insomma Mauro scavalca Francesco, attonito allibito e, direi pure, un po’ incas.
M 85 (72+13), F 76(56+20), D 51 (39+12), L 49 (36+13)
FINALE: M 125, F 119, D 92, L 85

Con gli 8 punti del primo posto, Mauro si tira fuori dalla bagarre per il cucchiaio di legno. Ben 21 punti lo separano da Luigi: record stagionale del gap primo-ultimo. Mentre Mauro gongola come un demente, io ne approfitto e, nel salutarlo, gli infilo nella busta con il gioco i resti dei fagiolini! Almeno questo.

PS: pare che i gabbiani gridino e strillino.

Classifica generale: M 81, F 72, D 67, L 60.

Ognuno controlli il suo tempio

giugno 9, 2011

Si arriva alla scelta del gioco da fare a casa di Francesco che mancano solo poche ore prima dell’inizio delle ostilità. Si sceglie Attika (2003), gioco che Mauro vinse nel primo torneo di Catan inter nos e che oramai cercava di proporre alla nostra attenzione da un’annata buona. Con Attika ogni giocatore controlla una città stato ellenica che si allarga sulla mappa di gioco, ricopre di insediamenti il territorio, molesta l’espansione altrui e cerca di connettere i templi dell’Antica grecia. Francesco comunista sceglie la rossa Tebe, Luigi itterico la gialla Sparta, io ecologista la verde Corinto e Mauro da “effeminato filosofo” la celestina Atene. Si vince costruendo 30 edifici o connettendo due templi: ma quest’ultima condizione in 4 giocatori è un evento impossibile!

Prima partita
Al primo sorteggio la sequenza di gioco è LMFD. Parto per ultimo ma con più risorse. Il gioco procede tranquillo. Anche se Francesco si lamenta per la mancanza di un’acqua maledetta per il porto, dopo tutto il gruppo costruisce quasi compatto. Finché, con un nuovo tassello dentato, espando il tabellone di gioco e creo un possibile camminamento fino al tempio nella zona di influenza di francesco. Vengo ignorato. Al primo tentativo di chiusura dico pure ad alta voce “per poco non ce la facevo”. Luigi commenta ” e che volevi vincere?!”. Beh ci provavo. Comunque c’è un altro giro di giocate e nessuno mi considera! Allora ci riprovo e questa volta alla pesca tiro su la “Strasse” della chiusura. La poggio e dico “Ehm… così avrei vinto!” Silenzio. Gli attoniti astanti fissano il tabellone. Si sente mormorare qualcosa, Franceso annuncia “Luigi è ultimo”: era partito subito il conteggio delle costruzioni. Imprecazioni tra i giocatori: Mauro si difende con un “non avrei potuto stopparlo ugualmente” e con un “in realtà il segnalino tempio mi copre la visuale”; Francesco ammette la svista ma Luigi lo insulta e invoca il motto “ognuno controlli il suo tempio!“.

D 17 (unione templi), M 17 (costruzioni), F 15, L 14

Seconda partita
Vinco il sorteggio e parto alla grandissima. Mauro non molla e stiamo lì. Francesco inanella pescate sfigate da campione e Luigi sembra un architetto ubriaco: ergo rimangono molto dietro nel piazzamento sul tabellone. E proprio mentre io e Mauro stiamo per affrontare il rush finale con soli 7 templi da collocare, Luigi Leonida (zitto zitto tomo tomo cacchio cacchio) si è preparato un colpo di coda niente male. Azzera una pila, piazza il nuovo pezzo tabellone in modo che si crei un archetto da due posti col tempio di Mauro e dato il numero di carte accumulate ed un’anfora in cantina per un’azione supplementare, tira su le 2 costruzioni che chiudono il cammino. Vittoria! Ancora una volta dormita generale degli avversari. A onor del vero, questa era un po’ più subdola da sgamare, ma da dei veterani delle infamità come noi certe sviste non si possono ammettere. Sarà la stanchezza del fine stagione? Comunque “ognuno controlli il proprio tempio!“, vero Mauro?

L 15 (unione templi), M&D 23, F 15

A fine serata si tirano le somme. Attika premia Corinto (me) con un bottino da 11, a seguire Sparta (Luigi) con 8 e Atene (Mauro) con 7, staccata Tebe (Fra) con un misero 2. Se Tebe piange, Tebe non ride.

Serata: D 11 (8+3), L 8 (0+8), M 7 (4+3),  F 2 (2+0)

In classifica torneo, Mauro stacca di 5 punti Francesco e io guadagno 3 punti su Luigi, distanziandolo anch’io di 5. Si sbriciola il doppio gruppo: testa (M&L) e coda (D&L). Se infatti si osservano le differenze tra le varie posizioni: si passa da un modulo classista 0-12-2 ad un equilibrato 5-3-5.

Classifica generale: M 73, F 68, D 65, L 60.

passo e chiudo

maggio 26, 2011

Ispirandosi alla famosa lotta turca con l’olio, Francesco inizia la serata mangiando la pizza più oleosa del Quadraro con l’apocalittica conseguenza di ungersi in ordine mani, maglietta, jeans e coprisedie della mia cucina. Finito l’unguento e le imprecazioni, si aprono le ostilità con una mappa franzosa di Funkenschlag per la XVII partita di campionato 2010/11.

Per la prima volta giochiamo con un tappetino musicale, si parte con una selezione anni 80 ma poi si passa ai gajardi anni 70. Mauro si piazza a Parigi e si muove sull’arco Orleans – Nancy. Luigi si prende un pezzetto di Paris e si spinge a nord. Francesco sceglie di partire da Le Mans, ma io da bastardo gli taglio subito l’accesso al sud della francia con l’accoppiata Tours-Angers. Luigi scavalca il blocco di Parigi e si spinge al sud. Mauro si allarga ad Est. Io rimango nell’Ovest soffocando Francesco nel Nord Ovest.

Luigi (d’ora in avanti “mister passo”) inizia uno show spettacolare durante la fase di rilancio delle aste. Di seguito qualche perla del suo repertorio: “Questa è proprio la centrale che avevo puntato. Quindi… passo” “Maledetto! Questa è l’unica che mi serve… vabbè passo” “Questa deve essere assolutamente mia… passo“. La strategia parsimoniosa (chiamiamola così) ci fa ricordare Luigi cuore pavido dei bei vecchi tempi. Ma è lui il re in carica di Funkenschlag quindi per ora aspettiamo l’evolversi della situazione.

Ed infatti la situazione si sblocca e quasi precipita. Alla settima centrale collegata, Francesco dilaga con tutti i soldi accumulati nel centro della Francia e nella mia zona. Mauro si sovrappone nella zona tuccia. Io occupo le centrali da 15 nella zona di fra e continuo l’espansione al sud con Luigi. Si costruisce pian pianino e non ci sono giocatori in palese vantaggio. Comunque pure la sequenza di uscita delle centrali non aiuta neanche tanto.

Quando Luigi fa la 14sima centrale, si elimina la numero 14 dalla riga del mercato presente e si pesca la “stufe 3”. Ora c’è  un unico mercato e  le centrali da 7 a portata di mano. Via all’asta “definitiva”. Non ci vuole un grande analista per capire che per come stiamo messi si può vincere o arrivare ultimi. Oro e Gloria o polvere ed infamia: il passo è breve. Viene chiesta la sospensione della musica: per meglio concentrarsi. Vediamo con che risultati…

Luigi si tira fuori dall’asta (ma và’!?), Mauro si prende un bel 3 petroli per 6 centrali. Ma io DEVO contendere a francesco la centrale da 7 a monnezza. Ci sono solo 4 monnezze sul mercato e devo prenderle io. Altrimenti Francesco, unico prima di me al mercato mi brucerebbe le immondizie. Conquisto la centrale a monnezza e monopolizzo i rifiuti. Ora è Luigi che rimane senza alimentazione per la sua centrale e la sua potenza cala a 7. E non solo…

Nella costruzione Luigi non costruisce, Francesco cerca di tenersi indietro per poter avere l’ultima parola nell’asta successiva. Vedendomi parlottare da solo, Francesco ci ricorda la famosa scena del poker di “Fracchia contro Dracula” e con una vocina alla gianni agnelli dice che “La regola mi consente 18 minuti per pensare…” Il problema è che quando tocca a Mauro… Mauro ci ricorda che la regola della chiusura gioco dice che “la partita termina quando un giocatore ha collegato almeno 17 città. E il vincitore è chi ne alimenta di più” Noi non so per quale delirio collettivo siamo convinti della chiusura a 17 alimentate! Nella partita precedente il Lattanzi era rimasto fregato dalla convinzione di arrivare a 21 centrali, ora si vendica con gli interessi. Francesco si accorge con sgomento che lui poteva vincere tranquillamente potendone alimentare teoricamente una in più. Rimane fregato pure del secondo posto, perché era rimasto volontariamente dietro con sole 12 centrali per essere favorito nell’asta e nel mercato successive. Grazie poi alla bastardata della monnezza, “gigi mr. passo” può alimentare solo metà delle centrali e sprofonda in ultima posizione. Insomma colpo di scena! Mauro fa un “ops… chiudo!”

M 15 (17), D 13 (13), F 12 (12), L 7 (14)

Mauro gasatissimo azzera il gap di svantaggio e aggancia Francesco attonito in vetta. Teoricamente visto il numero maggiore di vittorie (6 contro 5) è primo. Io gongolando riscavalco Luigi imprecante.

Vabbè si è fatto tardi… Luigi e Mauro: passo e chiudo!

Classifica generale: M & F 66, D 54, L 52.

Il profeta

maggio 11, 2011

Secondo Raffaele Bendandi, la crosta terrestre subisce gli effetti gravitazionali della Luna e degli altri pianeti del sistema solare. Così come le grandi masse d’acqua, influenzate dal nostro satellite e dal sole, generano il fenomeno delle maree, così la terra sotto l’influenza degli astri limitrofi genererebbe il fenomeno dei terremoti. Qualche buontempone ispirandosi a questa pseudoteoria  “sismogenica” e cogliendo al balzo un bell’allineamento planetario ha ipotizzato un catastrofico evento a Roma l’11 maggio 2011. Sprezzanti del pericolo, nella nottata tra il 10 e l’11 ci riuniamo da Luigi per la XVI (e ultima?) partita della stagione.

Dopo 2 anni di assenza torna la rete energetica di Funkenschlag. Il gioco è meglio conosciuto come Power Grid o Alta Tensione, ma volete mettere quanto fa fico pronunciare “funkenschlag”? La mappa scelta è il suolo italico e con le nostre scelte escludiamo lombardia, calabria e sicilia. C’è un nord ben collegato e dorsali verso sud un po’ esose. Luigi si pianta nel nord est, Mauro scende da piacenza verso il centritalia. Francesco in emilia si spinge verso la costiera romagnola. Io opto per la toscana partendo da pisa-livorno.

Si parte tutti abbastanza bene. Forse sono io quello messo un po’ peggio, ma essere ultimi con il numero delle centrali fa essere ultimi nella scelta e primi nella scelta dei materiali e questo rende. Per tirarmi un po’ su col denaro e occupare spazi a costi accettabili tiro su 4 centrali in una botta sola. Luigi si tiene nelle retrovie e fa cassa risparmiando soldi e accumulando risorse. Intasca infatti una bella centrale da 6 con 3 monnezze senza sovrapprezzo. Mauro si dà al nucleare. Io, carbonaro dentro, provo a buttarmi sul verde con risultati non esaltanti. Francesco, un po’ sofferente per la prestazione suicida del Milan in semifinale coppaitalica, varia nelle tipologie energetiche e si espande al sud.

Stiamo facendo molto tardi: la ripassata delle regole, la partita in sottofondo ed un ottimo elisir Gambrinus ci ha fatto allungare con i tempi. Scavalliamo la mezzanotte… Il bello è che, per ora, nessuno scossone; il brutto è che, con il finale alle porte, mi accorgo con sgomento di non arrivare a 17 centrali. Grave errore! Il raggiungimento del quorum dei punti energetici deve essere pianificato con un paio di turni di anticipo. Addirittura Mauro, incosciente, non si accorge di avere solo 15 nodi attivi: è convinto che bisogna arrivare a 21! Vabbè Luigi e Fra chiudono e vanno al conteggio dei soldi per stabilire chi è il vincitore. Luigi domina alla grande con 17 energeuro. 17 centrali e 17 soldi di vantaggio: poi dici che il 17 porta jella?!

L 17 (51), F 17 (34), D 16, M 15

Luigi intasca gli 8 punti e mi scavalca in classifica, lasciandomi in coda. Francesco riallunga su Mauro.

Nella mail di convocazione, Luigi aveva riportato una curiosità statistica “da 7 partite Luigi non vince e Mauro non arriva ultimo… chissà…” Il Tucci è il vero profeta. Altro che Bendandi.

Classifica generale: F 64, M 58, L 52, D 50.

il castello del diavolo

maggio 4, 2011

Uno dei blog da seguire assolutamente, se si è appassionati di giochi da tavolo, è “Giochi sul nostro tavolo” di Pinco11. La settimana scorsa un post mi ha ricordato di un gioco indetto tra i lettori: un micro racconto di una ventina di righe max con traccia il tema del gioco “Il castello del diavolo“, party game della dVinci. In palio il gioco stesso. La sfida mi intrigava: ho letto le due righe due dell’ambientazione, ho dato un’occhiata alle carte dei personaggi, ho buttato giù la prima bozza, ho limato piano piano e …  ho spedito il mio raccontino che condivido con voi. Beh il concorso è stato un successone e ho sfiorato la vittoria! Onore ad Alessio di Bari il vincitore. Mi consolo con il premio della critica (vero Stefy?)

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Stavamo stretti. Troppo stretti. In più gli scossoni non aiutavano. Devo confessare che durante qualche curva allegrotta mi lasciavo andare un po’ di più verso sinistra, appoggiandomi abbondantemente sul seno generoso della zingara che avevo al mio fianco. Si diceva che fosse diventata ricca leggendo il futuro in una palla di cristallo, ma sono certo che gli avventori fissassero ben altre sfere al suo cospetto. Nonostante stesse per piovere e in quella carrozza facesse un freddo glaciale, la prosperosa gitana era seminuda; ma mai quanto l’esile danzatrice alla mia destra vestita con dei microbici fazzoletti.

Per compensare il lato femminile ed estivo, in cui sapientemente mi ero andato ad incastonare in quel bolide a quattro ruote, di fronte a me si parava una stramba collezione invernale di cappelli maschili: un colbacco peloso con tanto di decaduto nobile russo con monocolo; una ridicola bombetta sopra una inquietante divisa di pelle nera puzzolente; un estroso capello a cilindro con gentiluomo in cappottone di velluto.

C’era comunque poco da prendere in giro, dato che anch’io facevo parte della singolare comitiva che con quel tempo e con quella bara con cavalli aveva  deciso di raggiungere velocemente Castel del Diavolo, come se fosse una corsa a premi. Io, come mio solito, mi ero fatto trascinare in qualcosa non molto chiaro, ma ora ero solo molto concentrato sulle mie discinte vicine. E proprio mentre ero ipnotizzato dalla collana della zingara che affondava nella sua deliziosa scollatura, uno scossone più violento del nostro cocchiere ubriaco fece emergere da quel profondo abisso il ciondolo. Era una chiave.

In quell’istante Bombetta saettò in piedi e fece materializzare nelle sue mani, tirato fuori da non so dove, un lucente canne mozze. Me lo puntò in faccia dicendo: “se belle poppe ha la chiave… con te fanno tre.“ Poteva significare tutto e niente, ma quando l’ultima visione del mondo sono due cerchi di metallo brunito si restringe il campo visivo e la capacità di comprensione del significato delle parole.

L’ultimo sorriso me lo concessi pensando che avrei abbracciato il diavolo prima di tutti loro.