passo e chiudo

maggio 26, 2011

Ispirandosi alla famosa lotta turca con l’olio, Francesco inizia la serata mangiando la pizza più oleosa del Quadraro con l’apocalittica conseguenza di ungersi in ordine mani, maglietta, jeans e coprisedie della mia cucina. Finito l’unguento e le imprecazioni, si aprono le ostilità con una mappa franzosa di Funkenschlag per la XVII partita di campionato 2010/11.

Per la prima volta giochiamo con un tappetino musicale, si parte con una selezione anni 80 ma poi si passa ai gajardi anni 70. Mauro si piazza a Parigi e si muove sull’arco Orleans – Nancy. Luigi si prende un pezzetto di Paris e si spinge a nord. Francesco sceglie di partire da Le Mans, ma io da bastardo gli taglio subito l’accesso al sud della francia con l’accoppiata Tours-Angers. Luigi scavalca il blocco di Parigi e si spinge al sud. Mauro si allarga ad Est. Io rimango nell’Ovest soffocando Francesco nel Nord Ovest.

Luigi (d’ora in avanti “mister passo”) inizia uno show spettacolare durante la fase di rilancio delle aste. Di seguito qualche perla del suo repertorio: “Questa è proprio la centrale che avevo puntato. Quindi… passo” “Maledetto! Questa è l’unica che mi serve… vabbè passo” “Questa deve essere assolutamente mia… passo“. La strategia parsimoniosa (chiamiamola così) ci fa ricordare Luigi cuore pavido dei bei vecchi tempi. Ma è lui il re in carica di Funkenschlag quindi per ora aspettiamo l’evolversi della situazione.

Ed infatti la situazione si sblocca e quasi precipita. Alla settima centrale collegata, Francesco dilaga con tutti i soldi accumulati nel centro della Francia e nella mia zona. Mauro si sovrappone nella zona tuccia. Io occupo le centrali da 15 nella zona di fra e continuo l’espansione al sud con Luigi. Si costruisce pian pianino e non ci sono giocatori in palese vantaggio. Comunque pure la sequenza di uscita delle centrali non aiuta neanche tanto.

Quando Luigi fa la 14sima centrale, si elimina la numero 14 dalla riga del mercato presente e si pesca la “stufe 3”. Ora c’è  un unico mercato e  le centrali da 7 a portata di mano. Via all’asta “definitiva”. Non ci vuole un grande analista per capire che per come stiamo messi si può vincere o arrivare ultimi. Oro e Gloria o polvere ed infamia: il passo è breve. Viene chiesta la sospensione della musica: per meglio concentrarsi. Vediamo con che risultati…

Luigi si tira fuori dall’asta (ma và’!?), Mauro si prende un bel 3 petroli per 6 centrali. Ma io DEVO contendere a francesco la centrale da 7 a monnezza. Ci sono solo 4 monnezze sul mercato e devo prenderle io. Altrimenti Francesco, unico prima di me al mercato mi brucerebbe le immondizie. Conquisto la centrale a monnezza e monopolizzo i rifiuti. Ora è Luigi che rimane senza alimentazione per la sua centrale e la sua potenza cala a 7. E non solo…

Nella costruzione Luigi non costruisce, Francesco cerca di tenersi indietro per poter avere l’ultima parola nell’asta successiva. Vedendomi parlottare da solo, Francesco ci ricorda la famosa scena del poker di “Fracchia contro Dracula” e con una vocina alla gianni agnelli dice che “La regola mi consente 18 minuti per pensare…” Il problema è che quando tocca a Mauro… Mauro ci ricorda che la regola della chiusura gioco dice che “la partita termina quando un giocatore ha collegato almeno 17 città. E il vincitore è chi ne alimenta di più” Noi non so per quale delirio collettivo siamo convinti della chiusura a 17 alimentate! Nella partita precedente il Lattanzi era rimasto fregato dalla convinzione di arrivare a 21 centrali, ora si vendica con gli interessi. Francesco si accorge con sgomento che lui poteva vincere tranquillamente potendone alimentare teoricamente una in più. Rimane fregato pure del secondo posto, perché era rimasto volontariamente dietro con sole 12 centrali per essere favorito nell’asta e nel mercato successive. Grazie poi alla bastardata della monnezza, “gigi mr. passo” può alimentare solo metà delle centrali e sprofonda in ultima posizione. Insomma colpo di scena! Mauro fa un “ops… chiudo!”

M 15 (17), D 13 (13), F 12 (12), L 7 (14)

Mauro gasatissimo azzera il gap di svantaggio e aggancia Francesco attonito in vetta. Teoricamente visto il numero maggiore di vittorie (6 contro 5) è primo. Io gongolando riscavalco Luigi imprecante.

Vabbè si è fatto tardi… Luigi e Mauro: passo e chiudo!

Classifica generale: M & F 66, D 54, L 52.

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Il profeta

maggio 11, 2011

Secondo Raffaele Bendandi, la crosta terrestre subisce gli effetti gravitazionali della Luna e degli altri pianeti del sistema solare. Così come le grandi masse d’acqua, influenzate dal nostro satellite e dal sole, generano il fenomeno delle maree, così la terra sotto l’influenza degli astri limitrofi genererebbe il fenomeno dei terremoti. Qualche buontempone ispirandosi a questa pseudoteoria  “sismogenica” e cogliendo al balzo un bell’allineamento planetario ha ipotizzato un catastrofico evento a Roma l’11 maggio 2011. Sprezzanti del pericolo, nella nottata tra il 10 e l’11 ci riuniamo da Luigi per la XVI (e ultima?) partita della stagione.

Dopo 2 anni di assenza torna la rete energetica di Funkenschlag. Il gioco è meglio conosciuto come Power Grid o Alta Tensione, ma volete mettere quanto fa fico pronunciare “funkenschlag”? La mappa scelta è il suolo italico e con le nostre scelte escludiamo lombardia, calabria e sicilia. C’è un nord ben collegato e dorsali verso sud un po’ esose. Luigi si pianta nel nord est, Mauro scende da piacenza verso il centritalia. Francesco in emilia si spinge verso la costiera romagnola. Io opto per la toscana partendo da pisa-livorno.

Si parte tutti abbastanza bene. Forse sono io quello messo un po’ peggio, ma essere ultimi con il numero delle centrali fa essere ultimi nella scelta e primi nella scelta dei materiali e questo rende. Per tirarmi un po’ su col denaro e occupare spazi a costi accettabili tiro su 4 centrali in una botta sola. Luigi si tiene nelle retrovie e fa cassa risparmiando soldi e accumulando risorse. Intasca infatti una bella centrale da 6 con 3 monnezze senza sovrapprezzo. Mauro si dà al nucleare. Io, carbonaro dentro, provo a buttarmi sul verde con risultati non esaltanti. Francesco, un po’ sofferente per la prestazione suicida del Milan in semifinale coppaitalica, varia nelle tipologie energetiche e si espande al sud.

Stiamo facendo molto tardi: la ripassata delle regole, la partita in sottofondo ed un ottimo elisir Gambrinus ci ha fatto allungare con i tempi. Scavalliamo la mezzanotte… Il bello è che, per ora, nessuno scossone; il brutto è che, con il finale alle porte, mi accorgo con sgomento di non arrivare a 17 centrali. Grave errore! Il raggiungimento del quorum dei punti energetici deve essere pianificato con un paio di turni di anticipo. Addirittura Mauro, incosciente, non si accorge di avere solo 15 nodi attivi: è convinto che bisogna arrivare a 21! Vabbè Luigi e Fra chiudono e vanno al conteggio dei soldi per stabilire chi è il vincitore. Luigi domina alla grande con 17 energeuro. 17 centrali e 17 soldi di vantaggio: poi dici che il 17 porta jella?!

L 17 (51), F 17 (34), D 16, M 15

Luigi intasca gli 8 punti e mi scavalca in classifica, lasciandomi in coda. Francesco riallunga su Mauro.

Nella mail di convocazione, Luigi aveva riportato una curiosità statistica “da 7 partite Luigi non vince e Mauro non arriva ultimo… chissà…” Il Tucci è il vero profeta. Altro che Bendandi.

Classifica generale: F 64, M 58, L 52, D 50.

il castello del diavolo

maggio 4, 2011

Uno dei blog da seguire assolutamente, se si è appassionati di giochi da tavolo, è “Giochi sul nostro tavolo” di Pinco11. La settimana scorsa un post mi ha ricordato di un gioco indetto tra i lettori: un micro racconto di una ventina di righe max con traccia il tema del gioco “Il castello del diavolo“, party game della dVinci. In palio il gioco stesso. La sfida mi intrigava: ho letto le due righe due dell’ambientazione, ho dato un’occhiata alle carte dei personaggi, ho buttato giù la prima bozza, ho limato piano piano e …  ho spedito il mio raccontino che condivido con voi. Beh il concorso è stato un successone e ho sfiorato la vittoria! Onore ad Alessio di Bari il vincitore. Mi consolo con il premio della critica (vero Stefy?)

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Stavamo stretti. Troppo stretti. In più gli scossoni non aiutavano. Devo confessare che durante qualche curva allegrotta mi lasciavo andare un po’ di più verso sinistra, appoggiandomi abbondantemente sul seno generoso della zingara che avevo al mio fianco. Si diceva che fosse diventata ricca leggendo il futuro in una palla di cristallo, ma sono certo che gli avventori fissassero ben altre sfere al suo cospetto. Nonostante stesse per piovere e in quella carrozza facesse un freddo glaciale, la prosperosa gitana era seminuda; ma mai quanto l’esile danzatrice alla mia destra vestita con dei microbici fazzoletti.

Per compensare il lato femminile ed estivo, in cui sapientemente mi ero andato ad incastonare in quel bolide a quattro ruote, di fronte a me si parava una stramba collezione invernale di cappelli maschili: un colbacco peloso con tanto di decaduto nobile russo con monocolo; una ridicola bombetta sopra una inquietante divisa di pelle nera puzzolente; un estroso capello a cilindro con gentiluomo in cappottone di velluto.

C’era comunque poco da prendere in giro, dato che anch’io facevo parte della singolare comitiva che con quel tempo e con quella bara con cavalli aveva  deciso di raggiungere velocemente Castel del Diavolo, come se fosse una corsa a premi. Io, come mio solito, mi ero fatto trascinare in qualcosa non molto chiaro, ma ora ero solo molto concentrato sulle mie discinte vicine. E proprio mentre ero ipnotizzato dalla collana della zingara che affondava nella sua deliziosa scollatura, uno scossone più violento del nostro cocchiere ubriaco fece emergere da quel profondo abisso il ciondolo. Era una chiave.

In quell’istante Bombetta saettò in piedi e fece materializzare nelle sue mani, tirato fuori da non so dove, un lucente canne mozze. Me lo puntò in faccia dicendo: “se belle poppe ha la chiave… con te fanno tre.“ Poteva significare tutto e niente, ma quando l’ultima visione del mondo sono due cerchi di metallo brunito si restringe il campo visivo e la capacità di comprensione del significato delle parole.

L’ultimo sorriso me lo concessi pensando che avrei abbracciato il diavolo prima di tutti loro.

pietre

aprile 28, 2011

L’edizione del Festival di Sanremo del 1967 viene purtroppo ricordata principalmente per la tragedia di Luigi Tenco. Ma se si guarda la lista delle canzoni partecipanti si rimane basiti (F5): l’immensità di don backy, la musica è finita della vanoni, cuore matto di little tony… beh la stessa ciao amore ciao di tenco. Ebbe un enorme successo anche Pietre cantata da antoine: su una marcetta di Gian Pieretti sono consegnate a posteri le parole “se sei buono ti tirano le pietre, se sei cattivo ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai.” Beh, ieri sera qualcuno doveva essere lapidato! Ma andiamo con ordine.

Con un doppio appuntamento (quasi triplo) da francesco si inaugura Keltis, il sentiero di pietra , spiel des jahres 2008 del grande Knizia: una camminata su serci celtici tra quadrifogli e simboli arcani. In sottofondo il partitone real-barça di champions e a sostegno un mix dolce-salato ammerricano che il mitico Nando Mericoni battezzerebbe istantaneamente ‘na zozzeria.

In contrasto con il tabellone verde brillante i colori dei giocatori sono quanto di più tetro e triste si possa immaginare: bianco, nero, grigio e marrone scuro. E chiamiamoli pure colori! Comunque Luigi prende il nero, Mauro ovviamente il marrone (chi l’avrebbe detto?!), Fra il grigio ed io il bianco.

Chi inizia? da regolamento “chi è stato più recentemente in Irlanda”. Nessuno di noi… Francesco ricorda un viaggio in Scozia del ’97 (dai siamo quasi lì…) ma non viene accettato. Mauro rivendica allora la seconda opzione del regolamento in qualità di “anziano e saggio”. Ovviamente la sua pretesa viene sommersa dalle nostre fragorose risate. Scatta allora il sorteggio e Luigi (ultimo in classifica generale) si pesca il suo quadrifoglio nero. Evviva sono ultimo!

Prima partita
Ma è uno scherzo?! Se questa è la frase che pronunci guardando le tue carte, la partita non promette bene. I tuoi compagni ci mettono il carico. A loro le carte girano: attaccano sequenze tipo 10,10,9,7 e tu ti ritrovi 9,2 oppure 0,7 e peschi pure carte inutilizzabili. Insomma  un incubo. Per farla breve Mauro e Francesco portano lo spippolone a 10, Luigi è dietro loro, io faccio una fatica ad avanzare e niente gemme.

Prima di chiudere la partita, mauro dominatore rispolvera il suo cavallo di battaglia con il celeberrimo “non è ancora detto!“. Con una palese vittoria in tasca biascica improbabili eventi e combinazioni astrali che potrebbero strappargli il titolo di zompapietre irlandese. Mauro forza pure Luigi a chiudere la partita temendo lui una rimonta di Francesco e insinuando in luigi il dubbio di una mia rimonta. ihihih! Il conteggio finale è impietoso. Io chiudo a cifra singola (unico con spippoli negativi e senza gemme), Mauro chiude a 36 con 7 punti di vantaggio. L’unica sorpresa della partita è il terzo posto di luigi che interrompe il digiuno stagionale: 13 partite con zero terzi posti.

M 36, F 29, L 20, D 9

Seconda partita
Al secondo sorteggio per la sequenza di inizio pesco io (ora condivido l’ultimo posto con Luigi) e…  ripesco il nero! Evviva parto ancora per ultimo!! Per la seconda partita Fra ha un cambio d’abito: ora sfoggia sciarpetta CK molto trandy solo che abbina a cotanta sciccheria un linguaggio portuale niente male promettendo a mauro una sequenza ininterrotta di “calcioni in culo” se non la smette di lamentarsi. Riparto malino, non l’incubo di prima, ma forse questa volta non dice benissimo neanche ai miei avversari. Imbrocco bene pure un paio di sentieri e mi ritrovo primo a toccare quota 10. Siamo tutti un po’ paralizzati e facciamo pure un giro e mezzo non giocando per niente: scartando solo nella speranza della pescata giusta. Beh questa volta chiudo io. E proprio sul filo di lana acchiappo mauro in testa e condivido con lui la vittoria. Luigi di nuovo terzo: maledizione strarotta.

M&D 35, L 20, F 17

Tirando le somme:
Punti Keltis in serata: M 71, F 46, D 44, L 40
Serata: M 14 (8+6), D 6 (0+6), L (2+2) & F (4+0) 4

Mauro guadagna 10 punti su Fra, che vede quasi annullato il vantaggio. Ed io guadagno 2 punti su Luigi. Si crea una profonda dicotomia in classifica tra la testa F&M e la coda D&L.

E’ prestissimo: neanche le 23. Optiamo per una partitella fuori torneo. Ovviamente Luigi domina scandalosamente (ho 2 o 3 giochi) e Mauro, ora che non conta, arriva ultimissimo. Ecco poi dici che uno non gli tira le pietre!

Classifica generale: F 60 M 58 D 48 L 44

è nato prima l’uovo o il dinosauro?

aprile 7, 2011

Ovumne prius exiterit an gallina?
(Ambrogio Teodosio Macrobio, Saturnalia VII, 16)

Maastricht è la città olandese che il 7 febbraio 1992 fu sede della firma del Trattato sull’Unione europea: da allora non passa una settimana che non venga ricordata almeno una volta in un telegiornale. Pochi sanno però che la ridente cittadina sul fiume Mosa dà il nome all’ultimo piano del periodo Cretaceo: il Maastrichtiano. Alla fine di questo periodo un evento devastante portò alla estinzione K-T: dinosauri bye bye.

Il salotto pagano rivive così l’attesa del meteorite di Chicxulub ripopolando un isolotto denso di frenetici e scontrosi dinosauri. Le razze sono le solite: biliosi triceratopi per me, cyanobrontosauri per luigi, ittero-pterodattili per mauro, pink T-Rex per fra. L’isola è la LS (large-small) e io e Mauro siamo opposti sul lato lungo (difficilmente entreremo in contatto); Francesco e Luigi sono rispettivamente alla mia destra e alla mia sinistra, con loro una scornata ci scapperà sicuro. La formula è quella con 4 geni all’asta. Ah! Se non si è capito il gioco è Evo.

Al primo turno escono 3 uova ed una coda. Gomitate per accaparrasi l’ovetto, quando il prezzo arriva a 4 scelgo la coda, dicendo riuscirà entro 2-3 mani un altro uovo, no? NO. Non uscirà il maledetto! Riapparirà al settimo turno e dovrò pure litigare per averlo. Beffa delle beffe è il fatto di avere la coda ergo l’iniziativa ergo sono io il pescatore colui che non trova l’uovo maledetto!

Per 3-4 mani riesco a gestire il mio tesoretto di vantaggio guadagnato con la prima asta, ma il maledetto uovo non esce e così vengo raggiunto, superato e distaccato pure. Luigi parte meglio e mantiene un esiguo vantaggio su Mauro e Francesco. Io sprofondo sempre più dietro. Quando Luigi raggiunge i 7 dino sono costretto ad usare una carta seccasauro per ridimensionarlo. Francesco è scornato e preferisce per ora le zampe e la mobilità, ma Luigi è cornuto (!) e in pochi turni mi sarei trovato a subire capocciate perché lo spazio è esiguo. In realtà mi becco un fastidioso effetto collaterale: si crea e si espande  tra me e luigi una anomala macchia rosa.

Non ci sono grandi sconvolgimenti climatici e le aste non sono molto particolari: esce un po’ tutto tranne il maledetto uovo. Dopo qualche sparuto combattimento fortunoso e non, mi accaparro l’uovo ma ormai ho un gap di 6-7 punti dalla gruppo in testa. Qui Francesco che finora si era pure lamentato delle sue carte prima recupera una bella carta da mauro (- 3 punti all’asta) e poi gioca la cartona della vita: blocca il clima su una temperatura a lui congeniale e fa strage di lucertoloni avversari. Mauro e Luigi vengono decimati, io mi salvo grazie ad una carta moltiplicazampe. Loro perdono quasi ogni speranza di vittoria ed io recupero un bel po’. Per un istante ho il predominio dell’isolotto, ma ormai il meteorite è vicino.

L’ultima chance per Luigi è invocare il meteorite istantaneo. Ha un punto di vantaggio ma soli 4 dino sull’isola: un altro turno e il sorpasso di Francesco è garantito. Ma se nell’ultima partita il lancio del dado con morte istantanea gli aveva fatto perdere una partita dominata dall’inizio alla (quasi) fine, questa volta la morte non istantanea concede la vittoria a Francesco. A onor del vero una delle altre carte “inutilizzabili” di francesco è un +2 a fine gioco! Quindi Luì non ce la avresti fatto neanche con il meteorite accelerato!

Partita: F 58 L 55 M 54 D 51

In classifica generale Francesco ridistacca il gruppo di una dozzina di punti. Gli inseguitori raggrumati in 4 punti continuano ad intrecciarsi scambiandosi di posizione. Piccola curiosità: Evo è un gioco di Philippe Keyaerts, il babbo di Smallworld. Francesco che ha vinto anche le 2 partite della stagione a SW fà l’en plein sui titoli di Keyaerts: è il suo autore!  24 punti su 58: più del 40% dei punti intascati vengono da giochi firmati PK.

Classifica generale: F 56 M 44 D 42 L 40

rompere il digiuno

marzo 17, 2011

Adunata di tutti gli impastatori di malta a casa di Luigi. E’ il turno de “I pilastri della terra” espansi. Si costruisce la cattedrale di Kingsbridge: oramai stiamo in fissa con queste cattedrali. Citofono con Mauro e ci presentiamo come il Campanaro e il Soffiatore di vetro non sapendo quali drammatici ruoli chiave avrebbe avuto nella serata. Ma andiamo per ordine. Ore 20.40: il tavolo “tuccio” è pronto e si inizia a giocare a bomba. Ingraniamo tanto velocemente che Luigi profetizza una chiusura per le dieci e un quarto. Mai vaticinio fu più infelice.

Luigi e Mauro si accaparrano gli artigiani che producono soldi. Io e fra dovremo stare attenti perciò alle nostre finanze, nelle prime mani infatti facciamo cassa e portiamo i soldi sul 30 a fondo barra. Luigi acquisice Alfred avendo così quasi da subito il controllo degli Artigiani: può scegliere quali piazzare a Shiring. Ma forse non sfrutta a dovere questo potere. Cioè si piazza solo una volta lui per primo, preferendo controllare “a distanza”. In ogni caso sono io quello che non sarà MAI primo perdendomi anche la gioia della pesca dello spippolo. Ma mi difendo bene. Raccolgo metodicamente punti con un umile vasaio (1s 3x 1) e un semplice falegname (1l 3x 1); completano il lavoro, un onesto soffiatore di vetro ed un pittore da +2 per gli ultimi 2 turni. Riesco così conquistando la carta dei due metalli a sganciarmi un po’ dal gruppo. Francesco ignora il legno e riesce ad essere sempre sotto la protezione del Vescovo, scampando così un -2 punti, -1 artigiano e -1 rendita delle risorse. Insomma è lui il raccomandato dalla curia. Mauro diversifica gli introiti, non ha problemi con le tasse (paga solo 2) ed alla fine è quello da temere. Luigi infatti perde un po’ terreno e che qualcosa gira storto per lui nella serata si capisce quando, l’unica volta che è primo, riesce nell’impresa di non pescare nessuna produzione di legno, proprio mentre io e lui abbiamo i falegnami che potrebbero far punti.

Arriviamo al solito drammatico ultimo turno: D40, F 34, M33 e L29. L’orafo avanzato è l’escluso dalla pesca. Mauro è il primo, ma Luigi sceglie di lasciare nella scelta iniziale il piastrellista e il campanaro da 10 che nessuno si può permettere. Nella pesca degli spippoli Francesco blocca l’organaro, fondendo così il metallo a Mauro e Luigi. Luigi allora punta a fare cassa e sfrutta il suo orafo. Mauro punta a Saint Denis per poter sfruttare il soffiatore di vetro 2x di Francesco. Ma l’organista va a sostituire proprio il vetraio e qui partono le imprecazioni di Mauro che vede bruciata una vittoria sicura. Ora si giocherà tutto sul granello di sabbia. Nonostante tutto Mauro si riorganizza e raccoglie una bordata di 17 punti, Luigi l’orefice raccoglie 14, io e fra ci difendiamo con 11. Quindi tirando le somme… vinco io di un punticino su Mauro ancor più rosicante dato che in caso di parità avrebbe vinto per i soldi, Francesco è sì scavalcato da Mauro, ma mantiene il vantaggio su Luigi che chiude ultimo sconsolato.

Partita: D 51, M 50, F 45, L 43

Si chiude così la sezione cattedralizia del torneo: 3 partite (2key + 1pil) in cui Mauro ha fatto un pienone di 20 PT, raccogliendo quasi la metà di tutti i suoi punti finora ottenuti e rischiando una clamorosa triplete; Luigi incassa solo 4 PT e scivola dal secondo all’ultimo posto a -6 dal terzo; Francesco ha raccolto 6 PT  mantenendo la prima posizione ma il vantaggio che aveva accumulato sugli inseguitori è ora quasi dimezzato. Io incamero una sporca dozzina di punti e, dopo una sequenza di 10 partite senza vittoria, torno al successo, rompendo un disonorevole digiuno… in piena quaresima!

Classifica generale: F 48, M 42, D 42, L 36

Non posso non chiudere con una sequenza famosa dei Vitelloni di Fellini. Dedicata ai miei amici, impastatori di malta.

doppia porzione

marzo 11, 2011

Vabbè ci provo. E’ da un po’ che ci penso. Cerchiamo ora di essere pratici.

Dalla nascita del blog ho sempre scritto un post bisettimanale legato all’evento ludico con un reportage tragicomico della partita giocata dall’allegra brigata, componendo così anno per anno una cronistoria del torneo con i vari giochi da tavolo. Ma se introducessi un post di teoria, di strategia e tattica, di annessi e connessi? E’ vero che già fatico a fare un solo post bisettimanale. Ma se fossi anche sostenuto ed aiutato dai miei compagni di merenda? Se ci fosse questo “altro post” potrebbe essere utile a noi, quando ripeschiamo giochi giocati o potrebbe catturare qualche sperduto internauta in cerca info e dritte sul gioco tal dei tali. Sempre se ci fosse.

Bando alle ciance. Il primo post “meditato” è dedicato a Keythedral (2002), un gioco autoprodotto di Richard Breese.

Startup: creazione del tavolo di gioco. Se in Catan si ricreava una tassellatura regolare del piano con soli esagoni, in Keythedral si compone una tassellatura semiregolare con ottagoni e quadrati. I quadrati sono i cottage/case da cui escono i lavoratori dei giocatori che si piazzano nei terreni (ottagoni) per la produzione di materiale (cubetti di vari colori) che serviranno per costruire pezzi della cattedrale (punti vittoria). All’inizio ogni giocatore ha 5 cottage/case (quadrati) e c’è una pila di terreni (ottagoni) da pescare. Ogni quadrato tocca 4 ottagoni. Gli ottagoni rappresentano 5 tipi di terreno (cave, foreste, laghi, pianure, vigneti) con produzione rispettiva di roccia (cubo nero), legname (marrone), acqua (blu), cibo (verde), vino (rosso). In tavola si piazza un nucleo centrale composto da un quadrato neutro (il centro città) e da quattro ottagoni (2 cave e 2 foreste). Attorno a questo agglomerato primordiale si costruisce la città con abitazioni e campi. Giocando in 4, per 5 volte ognuno ha diritto di piazzare il proprio cottage e un terreno pescato a caso. La pila della pesca è composta da 20 terreni: 3 cave (con il 15% di probabilità di essere pescato), 5 foreste (25%), 4 laghi, 4 pianure, 4 vigneti (20% ciascuno).

Il piazzamento ha un ruolo fondamentale nel gioco, perché in Keythedral la legge “chiave” è un cubo = due punti. Quando si andranno a costruire i pezzi della cattedrale, si avrà un tassello da 4 punti con 2 risorse, 6 punti con 3, 8 con 4, etc. Ottimizzare il piazzamento è vitale. Se non si sviluppano topologie strane sul tavolo, ogni quadrato tendenzialmente può essere piazzato con 3 ottagoni a contatto: due già ci sono, il terzo è quello pescato. Ogni giocatore quindi deve puntare almeno ad avere 15 territori diversi a fine piazzamento. Se ne ha di più, è stato sicuramente aiutato da altri che gli hanno “donato” un ingresso in un terreno o gli hanno creato un piazzamento da 3 o 4 in modo gratuito.

Tendenzialmente si eviterà anche di avere propri cottage vicini: l’accesso contemporaneo sullo stesso terreno può comportare autoesclusioni quando molti cottage (1 solo lavoratore) sono diventati case (2 lavoratori). I cottage non devono essere vicini. Si aumenta così il numero di terreni diversi accessibili. Non ci si auto ostacola. Avendo 5 cottage iniziali e potenzialmente trasformabili in case si hanno a disposizione fino ad un massimo di 10 lavoratori per turno. Non tutti troveranno terreni liberi, ma il sogno di ognuno è raccogliere 10 cubi per turno. Mediamente ritengo sia 7 il numero buono. Quindi si devono costruire il prima possibile almeno 3 case. Di più è meglio, ma oltre 3 si deve iniziare a valutarne la convenienza.

Non donare agli avversari accessi ai propri terreni. Il terreno nuovo che io piazzo deve essere solo mio. Se alla fine del piazzamento, nessuno degli altri è entrato in contatto col terreno, avrò un bell’ottagono da gestire in solitario. Ci saranno sicuramente fasi in cui l’affollamento, la sequenza di gioco e le palizzate creeranno situazioni claustrofobiche: ritagliarsi uno spazio proprio non sarà facile. Perché allora donare possibilità agli avversari?!

Finora non si è tenuto conto della tipologia del terreno. Ma è fondamentale avere tutte le tipologie di terreno. Se si è mancanti in qualcosa, si rischia di essere tagliati fuori nell’acquisto di molti tasselli e il cambio 2 a 1 è sopportabile solo 1 volta o 2 in tutta la partita. Ricordare sempre l’equazione un cubo=2pti. Quindi l’unica cosa che mi può far deviare dal non avere a fine piazzamento 15 terreni diversi è una sequenza di pescate sfortunate che mi ha azzerato un tipo di risorsa e lo svilupparsi di una mappa non favorevole.

Ogni abitazione è numerata da 1 a 5 e l’ingresso dei lavoratori nei terreni viene attivato con una sequenza numerica scelta dai giocatori: si sceglie il numero 3, tutte le case/cottage con il 3 fanno uscire i braccianti. Una buona prassi sarebbe l’evitare addensamenti di numeri uguali vicini. O almeno, se non ci sono altre possibilità, mi piazzerei in una zona dove confino con lo stesso numero del giocatore che precedo. In questo modo starei “sotto” la sua scelta solo quando sceglie lui per primo. Nelle altre 3 possibili sequenze di gioco, il mio lavoratore uscirebbe prima nei campi.

Per chiudere un paio di considerazioni su palizzate, carte e distribuzioni risorse.

La costruzione di una palizzata costa un legno (2 probabili punti vittoria) ergo il suo valore deve essere massimizzato. Ha senso farlo se ostacola l’accesso nemico su un campo e ci rende automaticamente esclusivi “proprietari” di un terreno o se taglia l’acceso ad un territorio unico (ad esempio il giocatore verde ha un solo laghetto nelle vicinanze: zac! su una staccionata e tagliati i beveraggi). Togliere la palizzata è uno svenamento: 2 vini sono uno sproposito. Chi la becca se la tiene, a meno di non avere la carta rimozione o scavalco.

Le carte/leggi sono una ventina e ce ne sono per tutti i gusti: “ad personam”, “contra omnes”, “ordo, numerus et mensura”. Costano 1 cubetto, ma portano vantaggi. L’investimento è mediamente ripagato.

Fondamentale è capire quali risorse servono di più e quando. Bisogna quindi ben comprendere e memorizzare la tabella della distribuzione delle risorse nel gioco. (grazie goblins)

Ecco così conclusa la prima chiacchierata fuori torneo! Se mantengo il passo, il blog letteralmente raddoppierà. Speriamo solo di non fare indigestione con questa doppia porzione!

chiave di volta

marzo 3, 2011

Sulla Tavola Rotonda di casa Laddaga si costruisce per la seconda volta la Cattedrale di Keythedral. Premessa: la volta scorsa non avevo sottolineato il sapiente lavoro grafico di Mauro che ha italianizzato le carte-leggi: una autocorrezione nell’autoproduzione!

Si arriva belli carichi. Ora le dinamiche sono più chiare, ora la tassellazione semiregolare non ha segreti, ora non ci sono scuse. Dopo una pizzata comunitaria si dà il via: sequenza LMFD. Si va alla pesca e si costruisce il Tabellone.

Luigi (blu): 12 (4 foreste, 3 prati, 2 cave, 2 laghi, 1 vigneto)
Mauro (verde): 17 (4 vigneti, 4 laghi, 4 cave, 3 foreste, 2 prati)
Francesco (rosso): 13 (4 foreste, 3 laghi, 3 cave, 2 prati, 1 vigneto)
Daniele (giallo): 16 (4 prati, 4 vigneti, 3 cave, 3 foreste, 2 laghi)

Mauro ed io abbiamo ottimizzato la scelta con 17 e 16 terreni diversi contro i 13-12 di Francesco e Luigi. Io accedo su 2 campi in solitario, Luigi in uno ma con una coppia di cottage. Insomma non mi posso lamentare. Scelgo di non prendere carte/leggi e lo stesso fa Luigi. In compenso Mauro e Fra le pescano e pescano pure moolto bene. Faccio subito un mucchio di casette: arrivo anche a 4 prima che Francesco con una leggina ad hoc me ne polverizzi una. Nel conteggio delle case: alla fine D&F 3, M&L 2. In questa partita vanno su anche le palizzate: F&L 2, D 1, M 0. La mia palizzata che ostacola l’accesso all’unico vigneto del padrone di casa è rimossa da un’altra legge comunista: sono perseguitato dai giudici rossi! Non è una coincidenza il colore di fra!

Purtroppo, e dico purtroppo, le raccolte mi vanno bene. E questo attira gli invidiosi malintenzionati. Francesco mi scatena contro la stampa ed i giudici. Nel frattempo nell’ombra Mauro cresce.

Memorabile la pausa alcolica prima del rush finale. Mauro compie due capolavori in sequenza:
a) riesce con un amaretto da due bocconi a creare ai suoi piedi una catasta di briciole, che fa impazzire il padrone di casa.
b) lascia sul bordo del mobile una coca-cola aperta in modo che l’urto accidentale di francesco, in cerca dei bicchieri per il latte di mandorle, crei una esondazione nella scatola semivuota di Keythedral con qualche danno alla componentistica residua.

Giro finale con le 3 tessere da 12: le chiavi di volta per chiudere il tetto della cattedrale. Francesco va sul doppio viola, Mauro si pappa 1 oro+ 2 blu usando il metallo e carta cambia manufatto. Io mentre sto pescando l’ultimo 12 disponibile (1 oro + 2 verdi), Francesco, lo Stalinista, mi cambia la tessera con una legge bastarda. Dopo la casa distrutta ed il recinto rimosso anche questo! Vabbè. Va alla pesca sulle rimanenti 3 tessere: 1v+ 1b+ 1r, 2b+2r, 10+2r. Prende 1 oro e 2 rossi. Mi ha detto bene. Mi manca 1 rosso: lo cambio. Mi correggo. Non mi ha detto bene: Luigi (ops!) ha già tutto e si pappa i 12 punti! Aaargh!

Vado alla conta con la morte nel cuore: Mauro è arrivato a 50 punti, Luigi con questo regalone si piazza a quota 40 alle sue spalle, io e Fra siamo a 38 ma mi becco io la medaglia di bronzo avendo due risorse di più. Tiè. Insomma se Francesco non emanava la legge maledetta ci sarebbe stata la sequenza MDFL. Alla fine 2 punti in meno a me e francesco e 4 punti in più a luigi. Ora il consiglio di curarsi i propri affari non è così malvagio, vero Fra?!

A dire il vero, un’analisi attenta non fa entrare questa mossa tra le storiche laddagate, dato che il fra è stato molto sfortunato nella pescata del tassello sostitutivo. L’avreste mai detto? Infatti calcolando che io e Luigi avevamo già un oro, quello era l’unico tassello che permetteva a noi di acquistarlo nel turno. Gli altri 2 ci avrebbero “bruciato” l’oro e si sarebbe andati ad una corsa al massacro nel turno successivo. Qui Mauro e Fra avrebbero avuto più chance per l’acquisto. Purtroppo Fra pesca e piazza la chiave di volta sbagliata e tutto crolla! Zero punti e quasi dimezzato il gap di vantaggio sugli inseguitori. L’acerrimo nemico Luigi gongola per i 4 punti insperati. Mauro balza dall’ultimo al secondo posto. Io mi godo in solitario l’ultimo posto in classifica.

M 50 = 4+4+6+6+8+10+12
L 40  = 4+6+8+10+12
D 38 (5 ris) = 4+6+8+10+10
F 38 (3 ris)= 4+6+8+8+12

F 46, M 38, L 36, D 34

Chiavedrale

febbraio 23, 2011

Antefatto: nel piovoso agosto del 2010 in Val Pusteria, durante un umido pomeriggio a Brunico, Mauro acquista una intrigante scatola di Keythedral. E’ un gioco autoprodotto di tal Richard Breese che, non si sa per quale arcano motivo, ha la fissa per il prefisso Key (chiave) per i nomi dei suoi giochi.

Giorno d’oggi: per il turno pagano, dopo una fitta corrispondenza epistolare, si decide che Mauro scelga il gioco nuovo da provare. La scelta cade su Keythedral.

Siamo di fronte ad un “Catan Gestionale”: un Coloni di Caylus, un Pilastri di Catan. Spieghiamo in due righe. Il ricoprimento del piano di gioco è a ottagoni e quadrati. I quadrati sono numerati e sono cottage/case che si attivano quando viene scelto il numero che le contraddistingue. A quel punto operosi omini escono nei terreni ottagonali limitrofi e producono. I materiali ottenuti serviranno per acquistare pezzi di cattedrale etichettati con punti vittoria. Si deve aggiungere che non esiste commercio e che le interazioni tra i giocatori sono le bastardate che si fanno tra di loro nel soffiarsi a vicenda i territori produttori o nella costruzioni di palizzate che bloccano l’accesso ai terreni. Per aggiungere un po’ di pepe casuale si possono acquisire leggi che elargisco bonus e malus ai giocatori.

Al lancio dei dadi la sequenza è DMFL. Iniziamo a posizionare. Beh qualche errore lo faccio subito. Mi accorgo di essere l’unico che ha 2 cottage con soli 2 territori limitrofi. Anche Luigi l’ha fatto, ma solo su un territorio. Al posizionamento del quinto cottage la situazione è questa:
Daniele (rosso): 12 territori distinti (4 foreste, 3 cave, 2 laghi, 2 vigneti, 1 prato)
Mauro (verde): 15 territori (4 cave, 3 prati, 3 vigneti, 3 foreste, 2 laghi)
Francesco (blu): 16 territori (5 foreste, 3 cave, 3 prati, 2 vigneti, 2 laghi)
Luigi (giallo): 12 territori (3 laghi, 3 cave, 2 foreste, 2 vigneti, 2 prati)

Quindi Francesco ha il maggior numero di territori (16) a seguire Mauro (15), in coda io e Luigi con soli (12). Già non si inizia bene. Francesco punta subito a far crescere i cottage in città e non si cura dei pezzi da 4. Mi barcameno niente male e nonostante il numero di territori limitato vado sempre a raccogliere, mentre nella asfittica zona centrale si scatenano un po’ di gomitate. Luigi argina Francesco con una palizzata in una zona molto gialla della mappa e si fa delle belle leggi “ad personam”. E purtroppo la sezione giuridica del gioco non mi aiuta: mentre infatti gli altri pescano leggi che danno un oro a 2 materiali, produzioni raddoppiate e distruzioni di città, io pesco 2 leggi insulse (un non contano le palizzate e un scegli tipo risorse) che me le porto inusate fino alla fine: 2 risorse buttate.

In chiusura però ho la chance di stoppare per bene Francesco (facendo sì che quasi butti al cesso un metallo appena preso) ma non rischio e prendo il pezzo da 12 con il doppio viola. Consegno così a lui immediatamente all’ultimo giro il pezzo finale della chiavedrale. Al conteggio Luigi ha un sorprendentemente basso 36, io mi fermo a 42, Mauro e Francesco sono entrambi a 44. Ma Mauro vince per una risorsa in più! E’ lui il Tom costruttore della serata. In classifica generale Francesco allunga il vantaggio sugli inseguitori che si compattano: io aggancio Luigi e Mauro quasi annulla il suo gap. Ci sarà da ridere…

M 44 (5 risorse) = 4+6+6+8+10+10,
F 44 (4 risorse) = 6+8+8+10+12
D 42 = 4+4+6+8+8+12
L 36 = 4+4+6+10+12

F 46, L 32, D 32, M 30

A kind of magic

gennaio 27, 2011

Si inizia il 2011 a casa di Luigi con un doppio appuntamento a Colossal Arena, gioco di carte e scommesse del sempre grande Knizia.

Prima partita:

Delle 12 razze solo 8 giocano. Al sorteggio sono fuori Ciclopi, Colossi, Demoni ed Ettin. Si sceglie un criterio “alla palio di Siena”: le razze escluse giocano sicuramente la seconda partita. Fissiamo anche la sequenza di gioco: FMLD. E via!

Luigi e Francesco scelgono di fare la scommessa segreta. Io e Mauro puntiamo ad avere un gettone in più. Io riesco subito a piazzare una seconda scommessa da 4 e buttiamo fuori i maghi. La seconda linea di combattimento porta al rogo dei Titani con una scommessa da 3 di Mauro che inizia a lamentare un “fumus persecutionis” nei suoi confronti. Al terzo rigo Francesco ci secca i Wyrm ed una scommessa a testa. La presenza delle Amazzoni ed un balletto del “chiudo e non chiudo” porta all’esaurimento delle carte. Fanno in tempo però a cadere le Amazzoni: F -5 e D -4. Luigi e Francesco hanno intatta la loro scommessa da 5. E sono quindi primo e secondo. Io e Mauro siamo appaiati a 9 punti. Avevo già diviso la posta, quando Luigi fa notare che, da regolamento, l’ultimo a giocare ha un vantaggio nel parimerito. Mauro gongola perché si vanta di essere lui l’ultimo, dimenticandosi che io non ho giocato fisicamente l’ultima mano solo perché inutile. Ergo Mauro passa velocemente da un “Bravo Luì grazie” a  “Ma perché Luì non te fai li gattacci tua!”

L 11 (5+3+2+1), F 10 (5+4+1), D 9 (4+3+2), M 9 (4+3+2)

Seconda partita:

Ora rimangono fuori dal tavolo unicorni, troll, serafini e titani ed inizio a puntare. Stavolta la scommessa segreta la facciamo tutti. Alla prima riga si compie una bella infamata ai danni di Luigi. Piazza una scommessa da 4 su una fila morta puntando a sfruttare l’abilità dei colossi per recuperare il gettone. Ma essendo un gruppo di bastardi gli secchiamo in cooperazione i Colossi: -4 e buonanotte! Luigi impreca e promette carte da 0 ed 1 per tutti noi e per la nostra discendenza. La seconda razza a cadere sono i Wyrm con una mia bella scommessa da 4: bye bye vermoni. Nel frattempo continuo a bastonare Francesco con i Ciclopi costringendolo a giocare con metà carte; sfrutto inoltre adeguatamente il Magister, tanando la scommessa segreta sui Gorgon del sor Luigi. E’ una bella colonna giallorossa quella delle Gorgon: Luigi e Francesco sono legati a doppio filo. Io e Mauro ora dobbiamo solo bruciarla. Ma la terza razza a cadere sono invece degli inutili Demon su cui nessuno ha scommesso. Anche stavolta Luigi parte con le lunghe pensate. E come da manuale scappa la vaccata. E’ infatti lui a condannare i Demon al posto dei Maghi su cui c’è solo Francesco. Mah. Comunque il finale è emozionante: nonostante abbia solo 4 carte in mano, grazie ai miei Ciclopi, Francesco “fa una magia”: gioca un maghetto scarso, scarta le rimanti 3, va alla pesca di 4 carte: il mazzo è ora composto da 1 carta sola. Il serpentone da zero di Mauro sulla colonna delle Gorgoni non porta così alla loro soppressione. Nell’istante infatti in cui Mauro reintegra la sua mano con l’ultima carta, la partita finisce. Arrggghh! Le Gorgoni sono sopravvissute! E anche i Maghi sui cui Francesco aveva la scommessa segreta! Arrggghh! Francesco fa un boato di punti: 18!. Mauro è a 15, Io e Luigi, una briciola dietro, appaiati a 14. Anche questa volta sono l’ultimo ad aver giocato quindi sono terzo di nuovo; questa volta a scapito di Luigi.

F 18 (5+4+4+3+2), M 15 (5+4+3+2+1),
D 14 (5+4+3+2), L 14 (5+4+3+2)

A fine serata Francesco raccoglie  la magia di 12 punti, che è esattamente il vantaggio dal gruppo degli inseguitori. Luigi si pappa 8 punti e mi scavalca in classifica generale, anche se pesa l’errore clamoroso che avrebbe buttato fuori gioco Francesco nella seconda partita. Io e Mauro guadagniamo 4 puntarelli miseri. A me va di lusso, dato che, per 2 volte, strappo la terza piazza al ballottaggio.

Serata: F 12 (4+8), L 8 (8+0), M  (0+4), D 4 (2+2)
Classifica: F 42, L 32, D 30, M 22